mercoledì, dicembre 09, 2009

Io ci credo



Cappelli viola. E sciarpe viola. E ancora magliette viola, giacche viola, pantaloni viola, gonne viola, calze viola, maglioni viola. Bambini vestiti interamente di viola. Bambini che sanno dove stanno andando. La sensazione è quella che si stia assistendo a qualcosa di meraviglioso, che si stia partecipando ad un evento storico. Da Piazza Della Repubblica fino a Piazza S. Giovanni le strade sono piene, ma non piene di gente. Sono piene di persone. Tutti in viola, l'unico colore che non rappresenta alcun partito ma rappresenta la voglia di queste persone di dire basta, vestirsi di viola contro chi vìola. Contro il primo ministro Silvio Berlusconi. Da tanto, troppo tempo Berlusconi ha un tale potere mediatico che gli ha permesso di salire al potere, di gestirlo, di fare il bello e il cattivo tempo, in parlamento e fuori, restando impunito dalla legge e nascosto agli occhi della gente, perché i giornali e le tv che dovrebbero denuciarlo gli appartengono quasi tutte, ed attraverso quelle lui ha costruito il suo consenso. A queste conclusioni ci arriva chiunque abbia la volontà di non guardare soltanto quello che gli viene posto davanti, e nel realizzarlo impaurisce. Io, avendo studiato un minimo di teorie di comunicazione di massa, vedendo applicati alcuni meccanismi, non impaurisco semplicemente, ma atterrisco. Basta dire che oltre 2 italiani su 3 reperiscono informazioni solo tramite la tv per capire come possa aver fatto il nano malefico ad insediarsi al potere. Chi legge, chi si informa, chi dibatte non riesce a credere che così tante persone si fermino alla sola realtà costruita che vedono in tv, prendendola come fonte affidabile al 100%. Ma la realtà è questa signori, esistono milioni di persone, non educate alla coscienza civile, che non si interessano delle sorti del proprio paese. Vedono Berlusconi, gagliardo, forte, presidente del Milan, il Berlusconi che ha già costruito tantissime case all'Aquila, quello che ha tolto l'immondizia da Napoli. Per molti è un eroe. Quando tempo fà ho realizzato tutto questo, lo sconforto si è impadronito di me, perché quando non credi più nel popolo di cui fai parte, quando non credi più che la tua nazione possa tornare sulla retta via, quando vedi lo sfascio in cui affanna e in cui credi sia destinata a soccombere, allora lo sgomento è davvero troppo grande. Napolitano prima della manifestazione del 5 dicembre ha detto: non è con una manifestazione di piazza che si potrà sovvertire il consenso popolare stabilito in una elezione. Ed allora cosa è cambiato da quel giorno? Berlusconi è ancora al governo, la testimonianza di Spatuzza verrà con tutta probabilità smontata, e lui, ladro, mafioso, assassino, resterà come sempre impunito. Ma qualcosa invece è cambiato, la cosa probabilmente più importante di tutte: siamo cambiati noi. Un milione di persone scese in piazza (90.000 secondo la questura, affermazione ridicola, basta guardare questa foto cliccando qui) significano qualcosa. Significa che finalmente qualcosa di buono facebook e il web lo hanno realizzato. Non creano solo deficienti post adolescenziali e bimbiminkia, ma danno un modo alla gente di informarsi, leggendo fatti e non notizie. Danno la possibilità di avere informazioni di prima mano, non manipolate da nessuno, sinistra o destra non importa. E le persone finalmente si informano, ne hanno voglia, non sopportano più le bugie e i misteri nascosti. Soprattutto non sopportano più un presidente del consiglio che ha appoggiato la mafia (oggi forse la combatte, magari tanta gente non gli serve più), un presidente del consiglio appoggiato a sua volta dalle logge, p2 o chissà come si chiama ora. Per tutti è arrivato il momento che Berlusconi si dimetta e che si faccia processare in tribunale, poco importa se, vista l'età, non sconterà mai la pena. Quello che importa è che sia dichiarato colpevole. L'onda viola non deve fermarsi, deve cancellare una volta per tutte gli anni bui del nostro paese, dai quali abbiamo avuto solo l'impressione di essere usciti, ma che ancora non sono finiti e non finiranno con la dipartita di Berlusconi. Gli altri paesi europei finalmente ci elogiano, invece di massacrarci di critiche per il nostro primo ministro. La stampa estera loda la manifestazione, definendola un successo, in Francia sono già pronti ad imitarci per un No Sarkozy Day. Siamo stati uno stimolo importante, lo stimolo dal quale mi auguro parte una grande rivoluzione culturale. Io ci credo.

Qui sotto ci sono i miei contributi foto/video. Probabilmente avrete visto immagini migliori, ma queste sono le mie. L'unica nota stonata solo le tante bandiere di Rifondazione Comunista e Italia dei Valori, visto che solo quelle viola avrebbero dovuto sventolare. Ma se guardate bene le vedrete solo al punto di partenza e a quello di arrivo. Nel tragitto, in mezzo al corteo, tra il popolo comune che marcia senza partito, si notano appena.