lunedì, novembre 23, 2009

Attimi d'eternità



Esistono dei luoghi che non hanno dei confini precisi, ben stabiliti e demarcati, dei luoghi che non possono essere intesi secondo la loro dimensione spaziale o la mera estensione geografica. Non hanno un orizzonte distante, lì dove lo sguardo riesce ad arrivare, ma una nebbia sottile che riflette i raggi del sole, creando un riverbero luminoso, quasi come un monito che ti dissuade dal guardare oltre. Non potendo perciò capire dove ti trovi con il solo aiuto della vista, è più vantaggioso usare degli organi che vadano oltre l'uso dei cinque sensi comunemente intesi, ed imparare a percepire questi luoghi come degli stati d'animo. Quando tutto intorno è infatti confuso nella luce, quello che riesci a vedere è solo quello che realmente conta, quello che hai accanto, come se il resto del mondo non esistesse nemmeno e la tua intera esistenza non avesse bisogno di altro che del contenuto di una singola stanza e della persona che è li con te. Non potrebbe essercene un'altra, perché è lei la fautrice di questo stato d'animo che ottenebra i sensi, risvegliandone di nuovi che mai prima erano saliti del tutto al livello della coscienza. Lei che ha saputo racchiudere in pochi metri l'importanza di un mondo intero, tanto da pensare che quello che sta al di fuori potrebbe pure andare in malora, per quel che importa. Il tempo non scorre più come al di fuori. Un momento sembra eterno e il successivo troppo fugace, tanto che vien voglia di rincorrerlo per poterne godere ancora, per mostrargli l'amore che non puoi contenere, perché tutto quello che è racchiuso in questa bolla senza tempo ne spazio, non è che amore di cui si desidera non vada sprecata nemmeno una stilla.
Si può essere d'accordo o meno, che i sentimenti siano volubili, che cambino e mutino nel tempo, che cessino all'improvviso, nello stesso modo in cui sono iniziati. Per questo ho parlato di un luogo, che anche senza spazio e tempo ordinari, è pur sempre un luogo fisico. Un luogo che esisterà per sempre, che mi sopravvivrà, un luogo che però esiste solo per noi due.

lunedì, novembre 09, 2009

After Dark



Capita, a volte, di immaginare la realtà in un modo, e scoprire in seguito che ciò che avevamo immaginato era solo un'idea di essa.
A chiunque è capitato, in una miriade di possibili circostanze, di avvertire un complesso di inferiorità verso qualcuno. Solitamente sono complessi deboli, che riguardano persone che incrociano la nostra strada per breve tempo, o addirittura per la durata di un istante. Diverso è quando si avverte inferiorità verso una persona a noi vicina, una persona a cui il bene che vogliamo risulta incalcolabile. Si può pensare che l'altra abbia avuto tutto, una bellezza invidiabile, stuole di ammiratori, un lavoro ben retribuito che non richiede particolari talenti. Ci si sente inferiori, mediocri, sempre a dover lottare per la più piccola briciola di approvazione. Ma briciole per l'appunto. Inizia così la costruzione di un muro, che a sua volta costruisce una distanza, che a sua volta genera l'incomprensione. Come spesso accade è poi un Deus ex machina che illumina quello che prima era così oscuro. Ci si accorge di quanto le difficoltà abbiano forgiato il nostro carattere, quanto abbiano contribuito a formare la nostra personalità, e di come, la persona che non le ha affrontate, si ritrova improvvisamente vuota, vuota come le esperienze che ha vissuto, vuota dalla mancanza di dolori che non ha potuto vivere, in un letargo che non ha fine, dal quale non ci si vuole svegliare. Quella persona in realtà ha sempre sofferto per le barriere create, per le distanze generate da un'invidia senza vita, quelle distanze che non le permettevano di chiedere aiuto. Un aiuto che possa riportarla oltre l'oscurità, nuovamente alla luce di un prossimo giorno che sorge.

martedì, novembre 03, 2009

Assassinii silenziosi





- Salve! Conosce il concorso naviga e vinci? Si possono vincere svariati premi! Lei naviga?

- Navigo...eeeeh io navigo per mare! Ho navigato ovunque, praticamente in tutto il mondo, per via delle guerre. Le guerre...le abbiamo perse tutte!

- Veramente la prima guerra mondiale tecnicamente l'abbiamo vinta...

- Vinta...seicentomila morti! Questa la chiami vittoria?

- Beh da questo punto di vista le guerre sono tutte sbagliate...

- Beh tu dici che sono sbagliate, eppure la mattina quando ti svegli vuoi il tuo caffelatte, i tuoi biscotti, le tue comodità...per questo esistono le guerre, perché i più forti si vanno a prendere quello che vogliono, togliendolo agli altri.

- Se fosse solo per questo sarei disposto a barattare questi miei bisogni per la cessazione dei conflitti.

- Ma queste sono parole perché sai che non avverrà mai! L'uomo in fondo è fatto così, è nato per questo, non può fare a meno delle guerre. Da quando esiste il mondo, ogni animale che abbia abitato il pianeta ha cercato di soggiogare i più deboli, per soddisfare le sue esigenze. L'uomo non è da meno! Solo che a differenza degli animali ha sviluppato l'uso del linguaggio, inventando parole dietro le quali ci si può nascondere.

- L'uomo però a differenza degli animali si è anche sviluppato in società civilizzate, nelle quali regnano la cooperazione e le necessità collettive.

- La chiami società civilizzata tu questa? Se fossimo onesti con noi stessi dovremmo ammetterlo, siamo tutti assassini! Il nostro benessere è più prezioso di milioni di vite umane..

- ...

- Ma si può sapere quando cavolo mi arriva questa ricarica? Sono qui da mezz'ora, lei mi aveva detto che ci sarebbero voluti solo 10 minuti!