venerdì, aprile 10, 2009

Castelli Di Sabbia



E' facile puntare il dito, a posteriori, quando accadono tragedie del genere. Cercare un capro espiatorio, addossargli tutte le colpe, magari far sapere a tutti che verrà punito...e magari addirittura punirlo davvero. Di solito io non punto il dito, è una cosa che non mi piace. Non è colpa di nessuno se la larga maggioranza delle abitazioni di molti paesini sono ancora letteralmente all'età della pietra. Più che normale che con catastrofi di simili intensità, vengano giù.
Ben diverso è quando centinaia di edifici vengono costruiti da chi ha nella coscienza la certezza che non sono fatti per durare al tempo, figuriamoci al terremoto. E' la storia di sempre, purtroppo, la storia di questa Italia dei furboni, del mors tua, vita mea che oltrepassa qualsiasi legge morale. E' la storia di interi palazzi costruiti con cemento impastato con sabbia di mare, di castelli di sabbia che hanno rosicchiato col tempo le loro anime di ferro, rendendole sottili come fuscelli. Non stiamo parlando di norme antisismiche non rispettate, niente affatto. Un normalissimo cemento armato, che deve essere in grado di sostenere un carico che oscilli almeno tra i 250 e i 300 Kg per centimetro quadrato, avrebbe retto. Palazzi che rispettano questa regola, vengono costruiti da 40 anni. Stiamo parlando perciò di speculazione folle che ha portato alla morte 300 persone, ignare, rimaste sotto le macerie della lora abitazione che si è prima accasciata sulle proprie fondamenta per poi implodere sotto il proprio peso.
Oggi, giorno dei funerali e di lutto nazionale, sento ovunque dire "siamo tutti Abruzzesi". No, per favore, no. Non lo siamo, non lo siamo affatto. E' l'ennesimo episodio di cattivo gusto, al pari dello sciacallaggio televisivo e mediatico, sempre a caccia di nuove storie da mostrarci, per farci empatizzare col disastro avvenuto, e gonfiare i loro ascolti, sbandierandoli in diretta. La terra trema ancora, e ogni scossa forte fa tremare ogni casa fino a qui, a 100 km di distanza, distintamente. Ma mai, mai ho pensato in quei frangenti ad aver paura per me stesso, ho avuto la decenza di pensare che ogni volta che vedevo le mie pareti tremare, in Abruzzo altre abitazioni crollavano, altre vite si spegnevano. Lasciamo a quelle persone che non hanno più nulla almeno la loro dignità di esseri umani, diamo tutto l'aiuto che siamo in grado di dare e lasciamoli poi in pace, rispettando il loro dolore, senza avere la presunzione che sia anche nostro.
Puntare il dito forse non è utile, ma quello che sta succedendo non è che l'ennesimo riflesso di questa Italia allo sbando, un'Italia sorretta da persone con l'anima impastata con sabbia di mare, le caviglie corrose dal sale, persone che prima o poi si accasceranno sulle proprie ginocchia, implodendo sotto il peso della vergogna.
Allora anche noi tutti saremo sotto le macerie.

sabato, aprile 04, 2009

I need to find someone who can heal my mind


Post Soundtrack: Blur - Tender

Mi rendo conto, lo so, lo so perfettamente che è scorretto iniziare un'argomentazione con una frase ad effetto, una di quelle che si capisce quello che vuoi dire solo dopo aver letto le righe sottostanti, e che proprio per questo ti invogliano ad andare a leggere...eppure io devo scriverlo: la normalità rende folli.
Ecco, ci siamo tolti il dente. Ora immagino sarete tutti qui a pendere dai miei polpastrelli per sapere come una simile affermazione si sviluppa, perciò non voglio togliervi ancora molto del vostro prezioso tempo, e vo a dipanare il mio pensiero. Prima però allontanatevi un po' dallo schermo dai...lo so che state fremendo, ma vi fa male alla vista.
Dicevamo dunque, la normalià rende folli. Dunque quello di cui abbiamo bisogno è di qualcuno che ci faccia impazzire, onde sfuggire alla normalità. Ho incasinato ancora di più vero? Ma è così, ve lo assicuro. Provate a rifletterci, la monotonia, la routine quotidiana, fare sempre le stesse cose, percorrere le stesse strade, svegliarci ogni giorno per fare una cosa che non ci va di fare...tutte queste cose ci appiattiscono e ci livellano, diveniamo gli uni uguali agli altri perciò facciamo parte di quella che indubbiamente è la normalità. Ma questa, è ineluttabile come come il cacio sui maccheroni, ci porta alla follia. Ma si, una specie di alienazione Marxista, perché no, facciamo pure un po' i colti, siamo blogger santa miseria! Bisogna quindi cercare qualcosa, o possibilmente qualcuno...quel qualcuno che riesce a farti impazzire prima che tu possa diventare normale, convincendoti così che la tua pazzia sia la normalità. Chiaro no? Ma si è facile, non vi è mai capitato di vedere sempre lo stesso tramonto per 10 anni e poi all'improvviso quel tramonto ogni maledetta sera sembra diverso? Oppure di mangiare la lasagna di vostra madre da tutta una vita e desiderarla proprio perché nella vostra mente volete assaporare di nuovo quel magnifico sapore che ha sempre? E invece no, all'improvviso è diverso, porca miseria, ogni boccone addirittura è diverso dall'altro! Ma allora questa situazione non è mica per forza positiva! Oh invece si, lo è eccome. Perché assaporare un solo sapore grandioso quando se ne possono assaporare 10mila strepitosi?
Tenetevi strette, quando le trovate, quelle cose che vi fanno impazzire...tenetevi stretta la persona che vi ha reso folli. La chiave per raggiungerli è sempre e solo una...ma non la scrivo!

Stay Hungry, stay foolish!

Come on, come on, come on
get through it.
Come on, come on, come on
love's the greatest thing, that we have,
I'm waiting for that feeling,waiting for that feeling,
Waiting for that feeling to come...