mercoledì, ottobre 22, 2008

Commiato






Il filo teso su cui camminiamo
Vibra in un fiato di vento
Ci volle tempo per capire
Che dall’ altra parte non c’è niente
Niente che assomigli a prima
Un nulla misterioso e accogliente
Un affollato niente
E acrobati che come noi
Pensavano che fosse solo
Il loro filo, e unico il volo

L’abisso forse era a un passo
O forse era ridicolo e basso
Ma qualcuno sparì nel buio
E il racconto ci spaventò
Il filo teso vibrò
Nessun Dio ci aiutò
Qualcuno guardò e chiuse gli occhi
Qualcuno ci tese le braccia
Così da pensare che Dio
Sia ciò che in suo nome si faccia



Stefano Benni

venerdì, ottobre 17, 2008

Non tutti i peccati sono uguali



"Vedi...il bello della contabilità immobiliare è che se vuoi puoi aggiungere cifre in fondo alla pagina o in mezzo alla pagina e tutto funziona, così ogni giorno fai...quadrare i conti. Insomma il totale è sempre la somma delle parti, è...è pulito, è chiaro, è limpido, è assoluto.

Ma la mia vita, quella...quella non torna, forse...non lo so, è fatta di pezzi scompagnati, è...beh io non sono la somma delle mie parti. La somma delle mie parti non da un intero...un me intero."

"Hai sempre odiato il mio coraggio, mi chiamavi delinquente ma tu non sapevi proprio un bel niente di come girava il mondo o di cosa è disposta a fare certa gente per i soldi...forse adesso lo sai Charlie!

...il mondo è un luogo malvagio Charlie, alcuni sanno sfruttarlo e ci guadagnano, altri ne sono distrutti"

Before the Devil knows you're dead
Sidney Lumet



Perché le scorciatoie sono porte aperte che uno cerca sempre di sfondare. Con impeto, con irruenza. Sono lì e basterebbe passarci attraverso, piano piano, mostrando la propria faccia, con umiltà. Ma l'umiltà purtroppo è un maschera che i buffoni e i giullari non possono indossare.
Così di rincorsa, attraverso la porta. Un soffio di vento, un laccio di scarpa, una giustizia umana (no, non divina, proprio umana!) ed ecco lo stipite, centrato in pieno, la porta distrutta, scardinata, fuori dai gangheri.
No, non tutti i peccati sono uguali. Perché non tutte le persone sono uguali, non tutte sono fatte della stessa pasta. Ci sono i furbi, i maliziosi, i perversi. Ci sono i deboli. Ci sono poi gli ingenui, gli idealisti e i creduloni. Ma in fondo, uomini.
Nessun moralismo, nessun giusto o sbagliato, vero falso, buono cattivo. Soltanto la vita.
La vita e chi la insozza, chi la sporca, chi ci gioca, chi non ha paura di sfruttarla per il proprio guadagno. Dall'altro lato le persone che ne restano distrutte, che ora forse, lo sanno com'è che gira il mondo, lo sanno che i colpi da ko arrivano dai pugni più impensabili. Eppure, come detto, i deboli rimangono dall'altra parte.

venerdì, ottobre 10, 2008

I bambini cattivi







La scuola deve essere una punizione. L'ingnoranza non è altro che una malattia ereditaria ed è ormai ovvio a tutti che nel nostro paese non è debellabile. Il sistema mentale è quello delle carceri; perché preoccuparsi di riabilitare i detenuti? Troppo costoso! Lasciamoli lì a marcire, sono solo la feccia della società civilizzata. Tanto chi vuoi che se ne accorga...anzi, a chi vuoi che interessi!
Così i bambini. Queste creature immonde che vengono alla luce con questa infezione dilagante, questa insipienza congenita che li rende mostruosi, piccoli esseri. A cosa servono mai tre carcerieri? Uno è più che sufficiente, sono solo bambini per Dio! Vuoi che un adulto non riesca da solo a controllare 20 marmocchi? Sorgi Stella e puniscili tutti!
Prendete esempio, o Voi che asfaltate la retta via di questo carnascialesco paese! Prendi esempio caro Maurizio, percorri anche tu la strada del castigo e della punizione, rilancia con il medico unico! Un solo medico con conoscenze in tutte le specializzazioni. A chi vuoi che importi se qualcuno muore, saranno solo vecchi e malati dei quali nessuno si cura; se muoiono avranno avuto quello che meritavano, erano dei diversi!
Ottimizziamo finalmente questa nazione!