giovedì, gennaio 17, 2008

Questo il mondo fa girar

ATTENZIONE!!!
L'immagine qui sopra riportata è un fotomontaggio. Il mondo non ruota sulla punta del mio dito indice destro.


Des, sinis. Des, sinis. Uno, due...
Qui e li e notte e dì
questo il mondo fa girar
bianco e ner, falso e ver
questo il mondo fa girar
per ogni quà c'è sempre un là
per ogni se c'è sempre un ma
per ogni su c'è sempre un giù
per ogni men c'è sempre un più

più o men, vuoto o pien
questo il mondo fa girar
quà e là, va e sta
questo il mondo fa girar

sempre in alto mira e và
esci dalla mediocrità
non star solo ad aspettar
ciò che per caso puoi trovar
se metti buona volontà,
il mondo tutto ti darà
però se tu non rischierai
nulla mai rosicherai!

...ogni posto ha le sue foreste e le sue giungle e così ha anche le sue tigri e i suoi lupi, e questo il mondo fa girar...

ed anche tu ti accorgerai
che ognor difenderti dovrai
e per non farti conquistar
dovrai il cervello adoperar
perché in natura ben si sà
il forte, il debol sopraffà
gatto e uccel, lupo e agnel
questo il mondo fa girar!

mercoledì, gennaio 09, 2008

Uff


C'era un tizio che nacque dalle mie parti che portava sulle spalle il peso della leggenda. Si diceva infatti che non sopportasse niente e nessuno e che fosse una lacrima della Dea Insofferenza caduta sulla Terra per spargere il suo seme e farlo proliferare.
Uff, questo era il suo nome, era infastidito da qualsiasi cosa gli capitasse sott'occhio e da chiunque incrociasse il suo cammino. Si privava persino delle gioie fondamentali che allietano la vita umana, ovvero mangiare/bere, dormire e fare sesso. Sapeva infatti, a causa della sua insofferenza, che per il suo organismo era assolutamente deleterio mangiare/bere finché era a stomaco vuoto, oppure addormentarsi finché era sveglio. Inoltre gli era negato dalla sua insofferenza fare sesso finché era vergine. Uff perciò non faceva niente di tutto questo e tutto quello che di nuovo provava a fare, lo infastidiva subito, si stufava dopo qualche minuto e lasciava perdere. Inizialmente sopperiva a questa sua insofferenza cercando di non fare assolutamente niente e per lo più lo stratagemma funzionava. Ben presto però l'inerzia cominciò a dargli sui nervi, e non riusciva più a stare fermo senza fare nulla, conscio che qualsiasi cosa avesse fatto lo avrebbe comunque innervosito. Piano piano tutti i suoi amici e conoscenti decisero di allontanarsi da lui, per prima cosa perché non era affatto piacevole stargli vicino o godere qualcosa in sua compagnia. Ma poi anche e soprattutto perché la sua insofferenza era diventata contagiosa. I suoi amici, quelli storici, cominciarono anch'essi a non essere soddisfatti delle cose che facevano e delle persone con cui stavano, mettendo a rischio in breve tempo quello che avevano costruito in una vita intera. Fu così che, anche se a malincuore, lo abbandonarono. Rimase da solo, e manco a dirlo, questa cosa lo rendeva molto insofferente. Più andava avanti più la situazione peggiorava e la cosa che lo rendeva più insofferente era proprio la sua insofferenza...
Decise così di mettersi in viaggio da solo, fare il giro del mondo se necessario, ma avrebbe trovato qualcosa che non gli dava fastidio, un luogo che non gli dava noia, una persona di cui non si sarebbe stufato. Trovata una di queste cose pensava, avrebbe potuto liberasi di questo peso che lo opprimeva.
Purtroppo la sua insofferenza era genetica, non avrebbe mai potuto guarirne, difatti girando per il mondo non trovò nulla di quello che aveva tanto desiderato. Fu colto dalla disperazione, non era facile accettare di vivere ben sapendo di non poter godere di nulla.
Poi capì. C'era una sola che sapeva fare bene, e nessuno sapeva farla meglio di lui: provare e far provare insofferenza. Ed è così che ancora oggi, quando non riuscite a godere di qualcosa, quando vi stufate di qualcosa di cui avevate giurato che non vi sareste mai stufati, la colpa è di Uff che ha incrociato chissà quando la vostra strada. E ride...












Questa storia, favola, novella o come accipicchia la volete chiamare non ha alcun senso ne alcuna morale, ne palese ne nascosta

Chiunque affermi il contrario non è che un pazzo visionario. Nudo.

Se qualcuno ha intenzione di rompermi le scatole riguardo le evidenti incongruenze presenti in questa storia, sappia che Uff non può morire ne di sete ne di fame ne per la stanchezza ed il perché è presto detto: perché non può.



E SI AMMAZZA DI SEGHE! VA BENEEEEEEE???