lunedì, settembre 24, 2007

[addio]



Le nostre strade si sono incrociate 14 anni fa. La tua si è interrotta oggi e non riprenderà. Sicuramente non riuscirò a versare neanche una lacrima, perciò ti chiedo scusa. Ma ovviamente con te le parole non servono...sai già tutto, per istinto.
Oggi è nuvoloso.

lunedì, settembre 17, 2007

La porta è la parte più lunga di un viaggio



Che poi detto in soldoni vuol dire che il primo passo è il più difficile da compiere. Come per le cose importanti così per quelle con meno rilevanza. Ad esempio scegliere di leggere un libro dopo averne letto una frase, capire che non è assolutamente il libro che ti aspettavi da quella frase ma che l’intuito ancora una volta ti ha assistito perché era esattamente quello che avevi bisogno di leggere, tanto che mi sono ormai convinto che sono i libri, il film e la musica che scelgono me e non viceversa.
Dicevamo, bisogna fare il primo passo, sconfiggere gli ostacoli che ci impediscono di farlo. Nel qual caso l’idea che lo scrittore non possa essere granché, perché non ci si improvvisa scrittori da un giorno all’altro. E infatti non è granché, stilisticamente lascia molto a desiderare come egli stesso tra l’altro confessa, inoltre ogni tanto esagera e si lascia sfuggire qualche stronzata di troppo. Eppure arriva, il suo messaggio arriva dritto e limpido tanto che ti fa pensare “sti cazzi dello stile”.
Ed ho capito.
Sul serio, penso di aver capito. Ho capito dove sbagliavo, ho capito che non stavo cercando la cosa giusta e soprattutto ho capito cosa devo cercare. Non sto dicendo che un libro mi ha insegnato cosa devo fare, sto dicendo che la risposta ce l’ho sempre avuta ma non riuscivo a vederla. Il libro mi ha semplicemente acceso la luce. Non sto qui a dilungarmi su quale sia il libro o su cosa abbia illuminato. Tutto questo, forse, verrà allo scoperto da sé. Almeno mi auguro che sia così e che le persone che ho vicino se ne accorgano. Ma la porta è la parte più lunga del viaggio, questo lo so bene e dovrò tenerlo bene a mente.

“Prima o poi capirai, come ho fatto anch'io, che una cosa è conoscere il sentiero giusto, un'altra è imboccarlo.”

Un'altra ancora è avere la forza di percorrerlo, aggiungo io

martedì, settembre 11, 2007

Sul perché secondo me Jury non è altri che Francis Healy, cantante dei Travis

Guardate questo video apparso venerdì 9 Febbraio sul blog de Lo Stupido in cui il nostro eroe "indossava" ancora i capelli, e successivamente il video di
Closer dei Travis.
Dovreste notare una somiglianza che chiamarla somiglianza è un eufemismo! Signori è lui!
Come dite? Una coincidenza? Si certo...come il fatto che sono nati lo stesso giorno, il 23 Luglio! Naaaaa, nessuna coincidenza, il nostro caro Stupido è un'affermata stella del pop. Guardate e credete.


domenica, settembre 09, 2007

But it did happen



Colonna sonora: Aimee Mann - Wise up
No, it's not going to stop, till you wise up.
No, it's not going to stop...so just give up

Capita che nella vita a volte non sia importante la strada che percorri quanto invece il punto di arrivo. Succede che milioni di vie si intersecano per raggiungere un obiettivo e nessuna di esse, neppure quella che ti ci porta, ha alcuna rilevanza. L’importante è dove avevi in testa di arrivare e se sei riuscito ad arrivarci. Il fatto che accadano strani episodi lungo il cammino che sembrano voler spostare di proposito l’attenzione dall’obiettivo finale, mi piace pensare che sia una pura fatalità.
Capita a volte nella vita di essere talmente concentrati su dove si vuole arrivare da non prestare attenzione a dove si mette i piedi e a cosa si calpesta lungo il tragitto. Succede poi che una volta raggiunto l’obiettivo ci si rende conto che non è assolutamente quello che si voleva e che tutto quello che è stato calpestato lungo il percorso non erano che segnali che indicavano questa verità a cui si giunge sempre troppo tardi. Cerco allora di sforzarmi di pensare che si tratti di una pura fatalità.
Capita a volte nella vita di pensare che l’obiettivo da raggiungere sia l’unica cosa che veramente conta e allora si fanno millemila compromessi, con se stessi, con gli altri. Ma alla fine si arriva alla conclusione che l’obiettivo da raggiungere ha una importanza del tutto relativa rispetto al modo in cui ci si è arrivati. L’importante non era la meta ma il viaggio. Sbagliando il viaggio la meta non è più la stessa. Quando succede questo, non si tratta solo di qualcosa che è successo…non è uno scherzo del caso, ne una pura fatalità, eppure stranezze simili accadono di continuo.
Accadono e la spiegazione non la sa dare nessuno, quello che è successo è assurdo come una pioggia di rane che vengono giù dal cielo, non so come sia possibile sentire questo…ma lo sento.
Le coincidenze e le fatalità a cui imputiamo alcuni fatti della nostra vita sono dei terribili spiriti che si divertono nel legare capi di sottilissimi fili, in apparenza senza ragione alcuna. Ancora più terribile è quando non c’è alcuna coincidenza, alcuna fatalità. Le cose accadono e non c’è una spiegazione, nessuno la sa dare, ancor di più, nessuno prova a darla.
Succede.