giovedì, maggio 31, 2007

Una notte e un sogno



Oggi all'improviso mi è tornata alla mente una sera vissuta la scorsa estate. Era il 4 Luglio del 2006 e mentre negli Stati Uniti d'America si festeggiava il giorno dell'indipendenza, noi eravamo incollati davanti ad uno schermo. Era la sera di Italia - Germania, semifinale del mondiale tedesco che ci ha visti uscire vincitori. Era una sera splendida, dovevamo passarla a casa di qualcuno a vedere la partita, ma alla fine ci siamo ritrovato in un pub all'aperto, a vedere la partita sul maxi schermo, telecronaca di Fabio Caressa e Beppe Bergomi, unica partita del mondiale che ho visto su Sky.
Tutti i 90 minuti mi ricordo di averli vissuti in una tensione allucinante, i pugni sul tavolo si sono sprecati. Eppure ero stranamente rilassato in quel periodo, quella sera in particolare mi sentivo bene, bene davvero. I minuti di recupero e i tempi supplementari sono stati accompagnati dai miei 130-140 battitti cardiaci al minuto. Poi l'esplosione al gol di Grosso ed io che mi sono alzato in piedi gridando proprio: Grosso! Ma il mio era semplicemente un aggettivo...non sapevo chi avesse segnato! Una bolgia pazzesca, tutti in piedi a gridare e festeggiare. Subito l'abbraccio con Lello, poi Cri che mi monta letteralmente sopra, e noi che stranamente manteniamo l'equilibrio, in maniera alquanto precaria ma lo manteniamo. Finché arriva Saso...che salta sopra Cri che era sopra di noi...
E allora tutti giù per terra, a travolgere le sedie che fino a poco prima erano occupate da persone ora festose che si abbracciavano l'un l'altra.
Dietro di noi a godersi la scena, la mia rompicazzo preferita, un po' allibita mentre dentro di se esclamava "questi sono matti!" e un po' divertita mentre dentro di se esclamava " QUESTI SONO MATTI!!!" ... e allora tutti di nuovo in piedi, il tempo di abbracciare anche la rompicazzo che ci piove addosso il gol di Del Piero. Fantastico. Cinque minuti tra i più intensi che ho mai vissuto, con le persone a cui tengo di più. Ogni volta che rivedo questo video, un bel brividone mi percorre tutta la schiena, le braccia e le gambe, perché ogni volta ricordo quel momento stupendo e quella notte che sembra non essere ancora finita..

martedì, maggio 29, 2007

Stuck in reverse


Colonna sonora: Elisa - Dancing

L’oscurità avvolge il giorno. “Scivola il sole al di là delle dune a violentare altre notti”. In quel momento sale, sale dal profondo. E’ rabbia, ma una rabbia che non ha un nome, non ha una direzione ne un obiettivo sul quale abbattersi. Ci sembra a volte di dover pagare colpe che non ci appartengono, quando l’unico errore, se così può essere definito, è stato arrivare ad aver paura persino del proprio respiro. Per un certo periodo quella rabbia senza nome si riesce a sfogarla, si cerca in qualsiasi modo di farla uscire, di disperderla in un anelito impetuoso, espellerne un po’ ad ogni respiro. Poi non basta più. Proprio perché non si riesce a darle un nome. Troppo forte diviene la tentazione di ignorarla, tenerla dentro, fare finta che non ci sia. Fare finta. Tutto ricomincia a scorrere lentamente, tanto che nessuno si accorge più di niente, di nuovo le battutine che prima si evitavano, c'è rilassamento, tranquillità, serenità, finalmente senza pensare…troppa fatica, “troppo cerebrale per capire che si può star bene senza calpestare il cuore, ci si passa sopra almeno due tre volte i piedi come sulle aiuole”. Se il problema non lo vedi, non esiste. E’ così che va il mondo, al rovescio. Che poi basterebbe andare anche noi al rovescio no? Almeno così ci sembrerebbe dritto..
Non c’è più alcun rumore di passi sul pavimento, mi fermo ad ascoltare ma non c’è nessun suono.
La spiegazione non me la do, nemmeno la voglio, non mi interessa. Dalle piccole cose c’è da imparare molto, può a volte succedere che quelli che sembravano passi avanti erano invece passi sprecati nell’intraprendere una strada sbagliata. Il silenzio tornerà a svegliare le mie lacrime.
Ci sono lezioni da imparare ovunque, basta saper guardare con i giusti occhi e saper osservare. Più di qualche volta non ce l’ho fatta ed ho abbassato lo sguardo, ho avuto la sensazione di essere quella nave in fiamme, dispersa in un oceano senza spiagge. Arriva per tutti il momento in cui il dolore diviene così grande che per un attimo si volta la testa per non guardarlo. Per un momento è come cessare di esistere. L’attimo dopo si è di nuovo lì.
Ma intorno non c’è più nessuno.

domenica, maggio 27, 2007

Losing grip




Are you aware of what you make me feel, baby
Right now I feel invisible to you, like I'm not real
Didn't you feel me lock my arms around you
Why'd you turn away?
Here's what I have to say I was left to cry there,
waiting outside there grinning with a lost stare
That's when I decided

[chorus]
Why should I care
Cuz you weren't there when I was scared I was so alone
You, you need to listen I'm starting to trip,
I'm losing my grip and I'm in this thing alone

Am I just some chick you place beside you to take somebody's place
when you turn around can you recognize my face you used to love me,
you used to hug me
But that wasn't the case
Everything wasn't ok I was left to cry there
waiting outside there grinning with a lost stare
That's when I decided

[chorus]

Crying out loud I'm crying out loud
Crying out loud I'm crying out loud

Open your eyes
Open up wide
Why should I care
Cuz you weren't there
when I was scared I was so alone Why should I care
Cuz you weren't there when I was scared I was so alone
Why should I care
If you don't care then I don't care were not going newhere
Why should I care cuz you weren't there when I was scared I was so alone
Why should I care If you don't care then i don't care were not going newhere

domenica, maggio 13, 2007

Ma dove cazzo è il rispetto???



Lecco. Un cancello fissato male. Una bambina che gioca nei suoi pressi e quel maledetto cancello che le cade addosso schiacciandole la testa. Una corsa inutile al pronto soccorso. La bambina di appena 5 anni muore, lasciando padre e madre in un dolore implacabile, una rabbia senza nome ed un ricordo che li accompagnerà durante tutta la loro vita.
Ed è in momenti del genere che arrivano i giornalisti, vengono a cogliere tutto questo, il dolore e la rabbia appena nati, approfittano delle debolezze e sbattono il tuo stato d'animo davanti a tutti. Il rispetto non c'è, solo la consapevolezza di aver fatto un ottimo servizio.

Kabul. Il Mullah Dadullah, ritenuto autore di diverse stragi e rapimenti, è stato ucciso durante un'operazione militare nella provincia di Helmand. Un duro colpo per i talebani che cercano in tutti i modi di smentire la notizia. Ma qualcuno ha la bella idea. Far vedere a tutti il corpo, giornalisti e curiosi entrano e possono vedere la salma. Così il corpo inerme di Dadullah è davanti a tutti, viene ripreso e fotografato. Qualcuno indugia con la sua macchina fotografica sul viso, andando a cogliere la smorfia di dolore che nessuno toglierà più da quel volto. Una foto da premio Pulitzer.

Un bambina e un criminale. Due persone ben differenti, ma nella morte siamo tutti uguali. Almeno nella morte non c'è più la dicotomia bene/male che accompagna tutta l'esistenza. Sia in un caso che nell'altro quello che mi chiedo è dove cazzo è il rispetto. Chi è che prova gusto dal dolore degli altri? Chi di voi guardando il padre e la madre di quella bambina parlare a caldo dell'incidente che aveva portato loro via quanto di più prezioso possedevano, è riuscito a non versare nemmeno una lacrima? Chi di voi guardando la salma di quell'UOMO è riuscito a non pensare "adesso lasciatelo in pace"?
Ma allora perché basta accendere la tv per vedere il dolore altrui usato come uno squallido mezzo per raggiungere un audience sempre più alta?
Non crediate che ancora una volta io sia davvero così ingenuo...le mie domande sono per far riflettere, me stesso principalmente, ma lo so, lo so benissimo il perché.
Ma ognuno ha il diritto, almeno in momenti del genere, di essere lasciato in pace. Ridere sulle lacrime di qualcuno è la cosa più ignobile che si possa fare. Far finta che quelle lacrime non ci siano è tale e quale che riderci sopra. Ed io questo non lo posso perdonare.

lunedì, maggio 07, 2007

Norwegian Wood




...
- Sai che le espressioni che usi tu sono assolutamente uniche? - disse.
- Solo tu mi capisci davvero, - dissi ridendo
- Dimmi qualcosa di ancora più carino.
- Mi piaci tanto.
- Tanto quanto?
- Tanto quanto un orso in primavera.
- Un orso in primavera? - chiese lei sollevando di nuovo la testa. - Come sarebbe "un orso in primavera"?
- Un orso in primavera...allora, tu stai passeggiando da sola per i campi quando a un tratto vedi arrivare nella tua direzione un orso adorabile dalla pelliccia vellutata e dagli occhi simpatici che ti fa: "Senta signorina, non le andrebbe di rotolarsi un po' con me sull'erba?" Tu e l'orsetto vi abbracciate e giocate a rotolare giù lungo il pendio tutto ricoperto di trifogli per ore e ore. Carino, no?
- Carinissimo.
- Ecco, tu mi piaci tanto così.

*

Aprii il coperchio del barattolo e lasciai uscire la lucciola, posandola sull'orlo del serbatoio che era alto due, tre centimetri. La lucciola non sembrava rendersi bene conto della nuova situazione. Vacillando fece un giro attorno a un bullone e posò le zampette su una crosta di vernice. Provò a fare qualche passo a destra, ma quando si rese conto che la strada lì era sbarrata, ritornò a sinistra. Poi, impiegando un po' di tempo, riuscì ad arrampicarsi fino alla testa del bullone, dove si fermò. Quindi restò lì ferma come se fosse morta.
Io, appoggiato alla ringhiera, guardavo la lucciola. Tutti e due restammo a lungo così, perfettamente immobili. L'unica cosa che si muoveva attorno a noi era il vento. Nell'oscurità si sentiva il fruscio delle fitte foglie del keyaky.
Continuai ad aspettare a lungo.
Fu solo dopo molto tempo che la lucciola si sollevò in volo. Come se si fosse risvegliata all'improvviso, allargò le ali e un attimo dopo aveva già oltrepassato la ringhiera e fluttuava nell'oscurità. Poi, quasi volesse recuperare il tempo perduto, disegnò un rapido arco nell'aria accanto al serbatoio. Restò ferma lì per un po' a guardare la sua scia di luce confondersi col vento, poi finalmente si allontanò in volo, direzione est.
Anche dopo che la lucciola era scomparsa, la sua scia luminosa restò ancora a lungo dentro di me. Nel buio totale dietro i miei occhi chiusi, quella piccola pallida luce continuò a vagare molto a lungo, come uno spirito inquieto.
In quel buio provai molte volte ad allungare la mano. La mie dita però non incontravano niente. Quella piccola luce era sempre un po' più avanti delle mie dita.

mercoledì, maggio 02, 2007

Il tempo passa in fretta





Un tempo ero rinomato per cose come queste. Queste cosa? Le stronzate. Io dico stronzate, stronzate vere. Un senso dell'umorismo molto particolare...è indubbio. C'è a chi piace far ridere in modo sottile e complesso al tempo stesso. Risate sofisticate se mi permettete la definizione. A me piace far ridere per il gusto della risata, una risata strappata anche quando uno non vorrebbe ridere, una risata mista ad un "ma vaffanculo!" detto di cuore. Una risata che però solitamente non scompare dopo qualche secondo come dopo le battute tanto intelligenti di comici blasonati. Resta sul viso, resta sulla bocca, resta dentro. Restituisce un buon umore che spesso ci viene ingiustamente tolto. Questo è il mio intento, spero di essere ancora in grado di farlo. Per tanto tempo non ci sono più riuscito. Le cose che troverete scritte di seguito sono state faticosamente scritte in molto tempo (pure! esclamerete voi dopo aver letto le stronzate che seguono..). A qualcuno avevo promesso questo post circa tre mesi fa. Ed è a lui che lo dedico, forse l'unico che realmente sarà divertito a leggere perché le mie stronzate sono le sue, e viceversa.
Chi mi conosce sa che non necessariamente il fatto che io sia tornato a scrivere e dire cose del genere sia un fatto positivo. Ma tant'è. Buona lettura. Sono bene accetti i vaffanculi nei commenti..


- Da uno studio approfondito di gastronomia è risultato lapalissiano che se un panino di forma triangolare fatto con morbido pane bianco privo di crosta è anche detto tramezzino, mezzo tramezzino è conosciuto come traquartino.

- L’attrice americana Meryl Streep è stata premiata con un Golden Globe per il suo ultimo film “Il diavolo veste Prada”. La Streep venne alla ribalta mondiale ormai più di 20 anni fa insieme all’amica e collega Anne Tease, con la quale inventò il famoso spogliarello.

- Il pilota brasiliano della Ferrari si è auto inflitto la morte mentre si trovava nel paese del Sol Levante. Così titolano la maggior parte dei quotidiani nostrani, sconvolti nel dare la notizia:
Suicidio di Massa in Giappone.

- I sociologi italiani hanno individuato che in Italia il migliore amico dell’uomo non è più il cane. Recentemente infatti è stato soppiantato dall’abaco, che tutti ritengono più fedele ed affidabile. Infatti si può sempre contare su di lui…

- Aperto in provincia di Roma un nuovo nonché innovativo locale di tendenza, le cui specialità sono caffé e cappuccini. Costruito sull’orlo di un precipizio, in pendenza in modo da rendere più suggestiva l’atmosfera. Il nome scelto per il locale è Baratro…

- Clamoroso: Ronaldo lascia il Real Madrid per approdare al Milan. Galliani è riuscito a strapparlo alle Merengues per 7.5 milioni di euro. In pratica 50.000 euro al chilo. Resosi conto della sciocchezza Galliani ha commentato: “In effetti al mercato il baccalà costa un po’ di meno.”(scritta tempo fa…adesso dovrei quasi rimangiarmela)

- Lapo Elkann accusa: il polverone alzato sulla sua overdose in casa del transessuale Patrizia sarebbe stato orchestrato da Luciano Moggi. Lapo lo ha quindi ringraziato per il gentile dono, tirando su il polverone dalle narice sinistra commentando con un “aaaaah!” entusiastico.

- E’ stato reso noto che chiunque sia possessore di almeno un paio di sci, è dotato di un quoziente intellettivo clamorosamente al di sotto della media, al limite dell’handicap mentale. Si parla infatti di sci-muniti.

- Un noto biologo marino è riuscito in un’impresa che sembra avere del leggendario. Sembra infatti sia riuscito ad addestrare uno squalo a fare la guardia alla sua abitazione. Alla domanda su come ci sia riuscito ha così risposto: “In realtà ci sono riuscito dopo svariati tentativi, mi è bastato individuare lo squalo più adatto allo scopo, il pesce-cane”