lunedì, aprile 23, 2007

L'ennesima eclissi



Sono sempre stato uno che prendeva le avversità di petto, uno che sorrideva di fronte alla sfortuna, uno che non si preoccupava di tutto quello che andava storto ma che trovava la forza in quelle cose che gli davano un minimo di felicità. Anche dopo botte, lividi e contusioni sono sempre rimasto in piedi. Ma questo è stato un male perché non ho mai imparato a cadere. Quando perciò è arrivata la prima vera batosta, sono crollato e non sapevo come si faceva a rialzarsi. Giorni passati a fingere di stare bene, a far finta che era tutto ok. Anche se ero a terra, nessuno se ne poteva accorgere perché io non lo permettevo. Non sapevo come rialzarmi e nessuno poteva darmi una mano. Tu non dovevi morire, non è giusto...non era il tuo momento, non toccava a te! …ed io mi sono sentito come in debito verso di te, ho sentito che ti dovevo qualcosa, che dovevo fare qualcosa per te e l’ho fatto. Andando oltre, troppo oltre, permettendo che mi venisse portato via quanto di più bello avevo mai trovato. E’ stata colpa mia, tutta colpa mia! Quante volte me lo sono dovuto sentir ripetere senza poter dare torto a nessuno. Sempre così, inchiodato a fare quello che ritengo più giusto, sempre attento ai sentimenti degli altri prima che ai miei. E’ per questo che devo essere punito?
Ho sopportato a lungo e in silenzio, ho fatto finta di non sentire niente, ho ingoiato e zitto quello che il destino ha voluto. Mi sono chiuso, mi sono sentito vuoto, ho fatto dell’insensibilità la mia arte più eloquente insieme con la finzione. Far finta che va sempre tutto bene, il sorriso sulle labbra. Per mesi…per anni. E giù ancora una volta, incredibile come quando impari a cadere, c’è sempre qualcosa o qualcuno che ti spinge per terra, che ti costringe a strisciare. E io là, zitto e muto a mandar giù e a cercare di ricominciare da capo ogni volta, quando sembrava sempre più difficile fidarsi, aprirsi di nuovo, uscire dall’indifferenza. Poi di nuovo giù, il capo chino a mangiare la polvere, non ne avessi mangiata ancora abbastanza. Ma è giusto così! Cosa pretendi tu caro mio? Di essere felice? Nooo, giù a pigreco mezzi e ingoia qualche altro rospo che ti fa bene. E così di continuo, senza sosta in una guerra infinita di cui perdo ogni battaglia. Poi ancora questa…questa è davvero dura. Lo sapevo che sarebbe arrivata, ormai anche se continuo a provarci, lo so che arriva. Ma è solo l’ennesima goccia che fa traboccare un vaso che non si svuota mai. Un bel bicchiere più che una goccia certo. Ma non cambia, di nuovo qui costretto a mandare giù e a sentirmi dire che devo farlo in silenzio. E’ vero, questa volta ho parlato, ho osato lamentarmi...ho cercato conforto, ho cercato aiuto. Oh ma non vi preoccupate, non chiedo più niente a nessuno. Ricomincio a mandare giù l’ennesimo boccone amaro sperando che nemmeno questo mi vada di traverso.
Non pensiate che io mi stia piangendo addosso, che mi stia auto commiserando perché non è così, lungi da me.

Voglio soltanto che nessuno si permetta più di dirmi come mi dovrei sentire.

venerdì, aprile 20, 2007

Per te



Ciao...
Non sempre è facile trovare le parole, ma penso che quanto meno uno ha il diritto e anche il dovere di provarci, soprattutto quando è spinto da qualcosa che pensa sia necessario comunicare.
Se ripenso a tutto ciò che hai fatto, non penso di poter dire che ci sia qualcosa di sbagliato, qualcosa che mi faccia pensare di poterti dire che se fosse possibile dovresti tornare indietro, cambiare questo o quello. No…penso che tu abbia sempre agito per quello che sentivi e ne io ne nessun altro, penso, possiamo fartene una colpa. Quando hai dentro qualcosa di sincero che spinge per uscire fuori, nessuno al mondo dovrebbe avere il diritto di dirti che avresti dovuto tenertelo per te. Non sempre il mondo ha il tuo stesso ritmo, spesso va più lento…spesso più veloce. Troppo più veloce. Ti ritrovi lì ad arrancargli dietro senza nemmeno rendertene conto, e prima o poi inciampi, è inevitabile. Quando ti rialzi pensi di non aver fatto la dovuta attenzione, ma poi riflettendoci ti rendi conto che non era poi così difficile cadere. Era tuo dovere provare a tenere il passo. Sei cascato, allora? Puoi dire sul serio che non ritenteresti? No, perché quello che è vero, quello che è reale, non può morire.
Non temere di cadere di nuovo, un giorno riuscirai a tenere quel ritmo che adesso ti sembra impossibile. Un giorno, caro mio, io conoscerò quelle parole...quelle che hai sempre aspettato.

domenica, aprile 15, 2007

Adesso basta

Colonna sonora: This is the last time - Keane
This is the last time that I will say this words, I remember the first time...



A volte anche se uno vorrebbe gridare, è necessario che mantenga quel silenzio che spesso è necessario. Altre volte invece è proprio necessario gridare. E' giusto così. Per se stessi. L'ho fatto, ho detto quello che dovevo dire. Adesso basta..

giovedì, aprile 05, 2007

Non è una minaccia...io vi ammazzo!



Non che io non apprezzi i tentativi. Ma a tutto c’è un limite, la pazienza finisce, la collera potrebbe prendere il sopravvento, così mi sento di mettere bene le cose in chiaro a scanso di equivoci e perché non vorrei che qualcuno si permettesse di dire che la mia reazione possa presumibilmente essere definita come esagerata. Perciò dichiaro qui solennemente che mi adopererò allo scopo di porre fine all’esistenza ( mediante divorazione del cuore) di chiunque oserà sbattermi di nuovo in faccia una delle seguenti frasi che mi sono state dette, sia in forma affermativa che interrogativa e con qualsiasi intonazione possano esse venir pronunciate:

- Vedrai che passa

- Avrai dimenticato tutto ancor prima di accorgertene

- Lei non fa per te

- Sai quante altre ne trovi?

- Il mondo è pieno di donne

- Non ha capito niente di te

- Non ti merita

- Non è altro che una stronza

- Morto un papa se ne fa un altro (!)

- Non devi abbatterti per queste sciocchezze

- Un giorno ti innamorerai alla follia e dimenticherai tutto

- Incontrerai presto un’altra che ti farà perdere la testa

- Quando passerà ci riderai sopra

- Un giorno tutto questo ti sembrerà persino ridicolo

- Ti alzi un giorno e non ci pensi più

- Non è la fine del mondo

- Sono tutte zoccole

- Lasciala perdere, è una stronza

- Ci sono tantissime altre fiche

- Non demoralizzarti per colpa di una stronza

- La vita va avanti

- Di stronze purtroppo è pieno il mondo ( e basta dire che è una stronza! Soprattutto per tutti quelli che non sanno nemmeno chi è!)

Top 3…

Al terzo posto:

- Dimmi chi è che la ammazzo


Al secondo posto:

- Sei una persona speciale e troverai qualcuna che ti merita davvero


Vincitrice assoluta:

- Non era destino (per chi pronuncia questa, non glielo assicuro ma mi impegno anche a fornirgli la dannazione eterna)

And so on…avete capito tutti spero. Se non avete capito, non me ne frega un cazzo, vi stacco la testa a morsi e vi cavo il cuore con i vostri stessi incisivi.

Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare…

mercoledì, aprile 04, 2007

Lentamente muore



Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

Martha Medeiros