giovedì, febbraio 22, 2007

* Notte prima degli esami *



Non so perché a suo tempo decisi di non vederlo, ne perché invece all’improvviso ho sentito il desiderio di farlo. Probabilmente allora lo avevo bollato come il solito film adolescenziale, con una storia d’amore a far da traino e come sfondo gli esami di maturità. Pensavo che un film del genere non avesse nulla da insegnarmi. In effetti in parte è stato così, ammetto che il motivo principale per cui mi è piaciuto è che mi sono identificato col protagonista. Probabilmente il peggior motivo per farsi piacere una storia, o quanto meno il più banale. Ma le coincidenze sono state veramente troppe. Fin dall’inizio, la prima scena con la Carogna. Sentire il nome del protagonista mi ha veramente spiazzato, non me lo aspettavo. Mentre osservavo il dipanarsi delle scene, dicevo: cazzo, quello sono io. La mia faccia di bronzo, il mio dire le cose in faccia anche ai professori che puntualmente mi si è ritorto contro alla maturità.
Poi entra in scena Claudia. Lì torno sui miei passi, dico che no, decisamente adesso non sono più io. Non mi rispecchio più, tutto l’opposto semmai. Luca pensa a Claudia e Claudia a Luca.
Questo è quello che il fottuto regista ti fa credere fino alla fine, illudendoti con un lieto fine che sembra annunciato, scena dopo scena, con un finale dove tutto si sistema. Un finale che però non arriva. Luca torna ad essere Larry alla fine. Le sue illusioni gli si infrangono addosso nella maniera più spietata. Come dice Luca, è la storia più vecchia del mondo, lui ama lei…ma lei ama l’altro.

Ah già, non ho spiegato perché sentire il nome del protagonista mi ha così spiazzato...beh, date uno sguardo al mio profilo...chi ha visto il film dovrebbe capire.

domenica, febbraio 18, 2007

* Vanilla Sky *



Le piccole cose. Niente è più grande. Le scelte ci portano in direzioni divergenti e non scegliere equivale ad aver scelto. Mai trascurare le piccole cose, mai. Inutile dire che la vita è ingiusta, che il destino ci è stato avverso. Ognuno è fabbro della sua sconfitta e ognuno è complice del suo destino.
Vivere in un sogno lucido, vivere fingendo, vivere avendo quello che si è sempre desiderato sapendo che non è reale, non ha valore, come una cosa che non è stata guadagnata e non è meritata.
Passarci attraverso è necessario, il rimpianto a volte è grande, grande come il dolore. Ma arriverà il momento in cui potremo scegliere di nuovo, scegliere di vivere la vita vera smettendo di volere un sogno, portando nel cuore quei ricordi, quelle sensazioni, quelle emozioni di quell’attimo in cui il vero amore sembrava possibile.

Ogni minuto che passa è un’occasione per rivoluzionare tutto. Completamente.

mercoledì, febbraio 14, 2007

Make me smile



Campi d’orzo, campi d’oro.
Sogni lasciati all’ombra
di un nascondiglio oscuro
Amore che diventa polvere.
Un cielo color vaniglia
dimenticato in fretta
Mare in tempesta,
smeraldo incandescente
così irraggiungibile.
La foto nel cassetto
di nuovo in bianco e nero.
L’eco di una risata
che torna dal passato
senza il dovuto preavviso
Tutto è fuori fuoco,
l’incertezza della felicità,
lama sottile negli occhi.
Non c’è un cammino,
ostacoli e deviazioni.
Non c’è un perché,
un attimo di eternità.
Eppure rido, rido e piango.
Io amo.


poesia anonima

lunedì, febbraio 12, 2007

Polvere bianca


Oggi ho avuto la mia prima esperienza con la polvere bianca. Una bella strisciata è volata fluttuando nella mia narice sinistra, aspirata senza sapere se stavo facendo la cosa giusta. Mi sento già come se farò la fine di Pete o di Lapo.
Tutto è cominciato così:
Ore 14.15, facoltà di Economia all'università Tor Vergata di Roma (che cosa ci sto a fare io, Comunicatore, ad Economia è un'altra storia...). Da poco è cominciato il rinfresco a seguire dell'interessantissimo convegno su Logistica&Trasporti, che ovviamente non ho seguito. Ma il rinfresco è aperto a tutti...allora che fai, non approfitti? Tanto più che non avevo pranzato!
Dopo aver mangiato ogni ben di dio in maniera scandalosa, insieme ai miei amici decidiamo di portarci dolci e Chardonnay in sala lettura, tanto per continuare a studiare in maniera tranquilla...
Li, successe. Ange, ormai partito dopo ettolitri di Chardonnay, con gli occhi socchiusi, lo sguardo furbetto e la bocca allappata, mi sfida apertamente: Nun t'aregge a fatte 'na striscia di questa polvere...
Io, che bene non stavo, non mi sono certo tirato indietro. Così l'ho fatto. Ho preso una delle frappe, l'ho scossa su un fazzolettino ho aggiustato la striscia con la forchettina di plastica e ho tirato su. Una bella strisciata di zucchero a velo. Come brucia ragazzi...come brucia! Poi ovviamente mi sono vendicato su Cri..."Nun t'aregge Cri!" Gli ha aretto ovviamente...
Viva lo zucchero a velo!
Non mi sento molto bene... :)

domenica, febbraio 11, 2007

Stronzata


Nella vita ognuno di noi fa un sacco di stronzate. Chi più chi meno, ma nessuno escluso. Prima o poi capita a tutti, che sia voluto, fatto con cattiveria oppure sia involontario e fatto con la più assoluta buona fede. A questo punto, fatta la stronzata si prospettano due scenari:

1 – Siete in bagno, avete appena fatto la vostra stronzata, vi pulite e scaricate. Parte lo sciacquone che porta via tutto quanto e la stronzata è già bella che dimenticata, persa nei meandri e nelle profondità della terra, a nessuno importa più niente che voi l’abbiate fatta, se non a chi entra in bagno dopo di voi.

2 – Non siete in bagno, la stronzata non è “tangibile” ma è metaforica. In questo caso, non capisco perché, non esiste sciacquone che tenga. La stronzata rimane lì, non ne vuole sapere di andare via. Provate e riprovate a tirare la catena, ma niente. Come se non bastasse inizia a puzzare, di brutto, sempre di più, da togliere il fiato…
Siete disperati, non sapete che fare, invocate il dio Niagara e lo pregate di portarsi via per sempre il vostro immondo escremento con tutta la sua flatulenza. Provate anche a spezzettarlo con lo spazzolone in modo da farlo passare più agevolmente per lo scarico. Ma non va maledizione!
Ormai se ne sono accorti tutti, tutti sanno, tutti giudicano. La smetto qui perché anche se sto parlando metaforicamente, mi sta facendo schifo lo stesso…

Il tempo nemmeno cancellerà. Offuscherà il ricordo, attenuerà la colpa, niente di più.

domenica, febbraio 04, 2007

La Follia


Come al solito non ho parole. In questo caso ancor di più...non so proprio cosa dire al riguardo. Dire che il calcio è marcio e fa schifo, mi sembra inutile retorica. Ho preferito perciò perdere un po' più di tempo e fare questo video. Spero che gradirete. Chiedo scusa a chi avrà difficoltà a vederlo perché ha una connessione lenta.