lunedì, ottobre 30, 2006

Baol



Il baol sente il pericolo.
Se in una stazione affollata ci sono due lunghe file alla biglietteria, in una c'è sicuramente un signore che litigherà col bigliettaio per venticinque minuti bloccando tutto.
Il baol sceglierà l'altra fila.
Se in un bisunto self-service ci sono due posti liberi, uno è sicuramente vicino ad un signore che è appena stato operato di intestino crasso e arde dal desiderio di raccontarvi tutti i particolari mentre mangiate.
Il baol sceglierà l'altro posto.
Se in un cinema ci sono due posti liberi, uno è sicuramente dietro una coppia di cui uno non capisce il film e l'altro glielo vuole spiegare ma capisce meno del primo.
Il baol sceglierà l'altro posto.
Se in un treno ci sono due posti liberi, uno è sicuramente vicino a un signore che è Testimone della Verità Cosmica, sta andando al raduno annuale e da due mesi non fa nemmeno un nuovo iscritto.
Il baol sceglierà l'altro posto.
Il baol presagisce il pesce surgelato, la pallottola vagante, lo stronzo litigioso, i terremoti, le inondazioni, le maratone cittadine, gli ingorghi autostradali, l'avvicinarsi delle comete, il vomito delle diatomee.
Ma non si può vivere solo di paura.
Perciò il baol affronta il pericolo con animo sereno. Poiché sa che oltre alle brutte sorprese esistono a volte le belle sorprese, e può succedere che ciò che sembrava funesto sarà invece propizio.
Questo è scritto nel settimo libro del Baolian, quello delle bugie.

domenica, ottobre 29, 2006

Advertising space



Questo post non ha molto senso. Magari invece ne ha molto. Vorrei che lo usaste per fare pubblicità, di qualsiasi tipo, al vostro blog, a voi stessi, per dire qualcosa a me o di me. Quello che volete insomma.

Ringrazio quanti vorranno collaborare.

giovedì, ottobre 26, 2006

Il Segno



A tutti gli ignoranti di Linguistica e Semiotica, farò molto grossolanamente questa piccola premessa sull’arbitrarietà del segno per poi arrivare al motivo principale che mi ha spinto a fare questo post.
Ogni segno è formato da un significante al quale viene associato un significato. Prendendo ad esempio la parola “cane” noi avremo bene in mente una immagine cosiddetta “acustica” a cui assoceremo l’animale migliore amico dell’uomo. Il perché a quell’animale sia stato dato il nome di cane è del tutto arbitrario, non esiste cioè nessuna relazione tra il significante e il significato.
Veniamo ora a noi…
Alla prima lezione, il professore di semiotica, tale Sedda, se ne esce senza motivo con questo aneddoto:
“No perché dovete sapere che la mia ragazza adesso è in Qatar…voi direte, che cavolo ci sta a fare in Qatar? Me lo chiedo anche io, ha detto che ha incontrato un emiro…chissà se torna…
Comunque, mi ha lasciato le sue piante da curare perché lei è un’appassionata. Ora, in un angolo del giardino vi erano coltivati degli strani funghetti, sennonché il suo gatto decise di mangiarli. Dopo averli mangiati, il gatto non era più lo stesso, barcollava come fosse ubriaco, una cosa stranissima. Allora ho collegato! Dovevano essere i funghetti allucinogeni di cui lei mi aveva parlato!”
Ed ecco come il geniale Sedda ha ritenuto utile oggi spiegarci l’arbitrarietà del segno…
“Allora ragazzi, immaginate che voi stiate giocando a scacchi. Non pensate alla finale Karpov contro Kasparov che voi fate cagare, non siete all’altezza. Immaginate che proprio sul più bello arrivi il vostro cuginetto e che si ingoi il cavallo. Voi ovviamente lo lasciate lì a morire perché avendo visto cappuccetto rosso venire fuori dalla pancia del lupo pensate che aprirgli la pancia sia l’unica soluzione per riavere il cavallo in tempi brevi. Questo perché dopo venti anni non avete ancora capito che quella era solo una favola…Invece niente, vostro cugino purtroppo non ne vuole sapere di morire e voi rimanete senza il cavallo. Allora come fate? Prendete un soldatino di piombo, quello che voi da piccoli avevate ingoiato…adesso non mi dilungo su come abbiate poi fatto ad espellerlo fuori…insomma prendete il soldatino, mi raccomando pulito, non usatelo ancora tutto incrostato, e lo mettete sulla scacchiera dichiarando al vostro amico che quello è il vostro cavallo. Lui ovviamente non avendo studiato Saussure vi dirà che non vale, perché il vostro “cavallo” ha il fucile e può sparare. Solo allora vi renderete conto che in realtà il vostro amico non ha capito un cazzo degli scacchi…”
Questo ovviamente era per dire che i segni vengono stabiliti per convenzione…


Morale della favola: il mio professore di Semiotica è un dio!

domenica, ottobre 22, 2006

Capire



Nicola Locri, per il suo ventiseiesimo compleanno, decise di andare a festeggiare con Anna in uno dei locali più “In” della città, una discoteca molto di moda, il Robin. Lui non amava molto le discoteche, ma da quando usciva con Anna, ormai due mesi, non facevano che frequentare posti simili. Lei era un’arredatrice di interni con la passione per la musica alta. Si erano conosciuti proprio in un locale di un amico di Nicola e avevano cominciato a frequentarsi. Nicola per lavoro aveva molte conoscenze nei vari locali della città e così poteva entrare quasi ovunque, senza problemi di liste o di selezioni all’ingresso, nemmeno nei locali più rigorosi. Ma per il suo compleanno era riuscito a fare l’impossibile, aveva trovato un aggancio per entrare al Robin, dove solo la crema della società cittadina poteva mettere piede. Un puro colpo di fortuna, aveva aiutato una ragazza a sostituire la ruota della sua auto. Lei si era rivelata una delle socie che gestiscono il Robin, così che lui molto sfacciatamente non poté fare a meno di chiederle di essere messo in lista proprio per la sera del suo compleanno.
- Che sorpresa farò ad Anna! – Pensava tra sé.
Fu proprio così, quando Anna vide dove Nicola la aveva portata rimase di stucco ed era al settimo cielo. Si avvicinarono all’ingresso, dove un omone vestito di tutto punto, con un auricolare all’orecchio e gli occhiali da sole nonostante la notte fonda, sbarrava la strada agli avventori del Robin. Con Anna sottobraccio, sfoggiò un sorriso da divo di Hollywood e pronunciò il suo cognome, seguito dal nome della speciale lista in cui era stato inserito.
- Mi dispiace signore, ma lei non è in lista. – disse l’omone
- No guardi, ci deve essere un errore…- provò a ribattere Nicola. Ma l’omone gli strozzo in gola il resto della frase, interrompendolo.
- Si certo, immagino…per favore si faccia da parte, sta ostacolando il passaggio. –
- Lei è molto maleducato, le assicuro che sono in lista. Sono ospite della signorina M. in persona.– L’omone ebbe un piccolo sussulto a sentire quel nome, così che si affrettò a verificare la veridicità di quanto Nicola aveva affermato, tramite il suo auricolare.
- La signorina M. dice di non sapere chi voi siate – disse l’omone con un ghigno sul volto – proprio come immaginavo. –
Nicola si accorse che Anna si stava agitando, sembrava molto contrariata della figura che stavano facendo davanti a tutti.
- Voglio parlare immediatamente con la signorina M.! Come vi permettete di trattarmi così! – disse lui cercando di darsi un tono, cosa che gli riuscì alquanto difficile visto che gli tremava la voce – Se non me la chiama immediatamente do in escandescenze qui davanti a tutti! –
Anna cercava invano di trattenerlo dicendogli di non fare pazzie e che la stava facendo vergognare come mai le era successo. L’omone però parve spaventato, sapeva che certe cose lì non dovevano succedere, ne andava del buon nome del locale. Così chiamò di nuovo la signorina M. per riferirle quanto stava accadendo. Dopo alcuni minuti lei apparve sulla soglia del locale, il volto tirato, molto infastidita dalla faccenda. Diede un’occhiataccia all’omone, come per dirgli che non la avrebbe passata liscia, poi si diresse verso Nicola.
- Ah, è lei! Si può sapere perché ci sta infastidendo in questo modo? – lo apostrofò
- Veramente non era mia intenzione, solo che per un errore il mio nome non è stato inserito nella lista e allora…- ancora una volta fu interrotto.
- Nessun errore mio caro signore! Lei pensava davvero che la avrei messa in lista? Questo non è un locale come gli altri, abbiamo una reputazione da mantenere. Pensava davvero che la avrei lasciata entrare? Come mio ospite per giunta! Lei non è nessuno, lei non conta nulla! –
Nicola era pietrificato, non sapeva come controbattere. La signorina M., si girò e andò via, col portamento di una vera diva e con un sorrisino stampato, come per dire “roba da matti!”.
Nicola guardò Anna negli occhi. Era visibilmente delusa e arrabbiata. Nessuno dei due aprì bocca. Si stavano allontanando quando Nicola si sentì chiamare. Era un suo vecchio amico che non vedeva da tempo e si avvicinò per salutarlo. Gli raccontò quanto era appena successo mentre lui lo guardava con incredulità. Poi gli presentò Anna.
- Questa è Anna, la mia ragazza – disse con tono fiero.
A quel punto successe ciò che Nicola non si sarebbe mai aspettato.
- La tua ragazza?! – strillò Anna – Chi ti ha messo questa strana idea in testa! Pensi davvero che io sia la tua ragazza? Pensi che dato che usciamo insieme da un paio di mesi, questo faccia di me la tua ragazza? Non ti sei chiesto come mai in due mesi che ci frequentiamo non abbiamo mai ancora fatto sesso? Tu non sei nessuno per me! Non conti nulla! Finché mi portavi in tutti i locali della città ci siamo divertiti insieme, ma ora non sei capace di fare più nemmeno quello! Sei solo un patetico e inutile omuncolo! –
Lo disse con un tono talmente amaro che Nicola poté sentire il disprezzo di quelle parole ferirlo come un coltello. Poi si girò, chiamò un taxi e andò via. Nicola si sentì svenire, ma tenne duro.
Tutte le persone in coda ormai guardavano verso di lui. L’omone sogghignava e scuoteva la testa, mentre faceva entrare elegantoni e tirone al Robin. Il suo amico si allontanò, facendo finta di non conoscerlo. In fondo nemmeno per lui Nicola contava un granché.
Nicola, con il passo tremante e una leggera nausea, si incamminò verso la sua automobile con la gente che ancora lo scherniva alle sue spalle.
Capiva che nella sua vita aveva sbagliato tutto. Aveva creduto scioccamente di essere importante, di contare qualcosa almeno per qualcuno. Ma gli era stato fatto capire bene adesso. Sapeva coscienziosamente ora di non contare nulla.

mercoledì, ottobre 18, 2006

Is it any wonder? - 2



La canzone dei Keane mi ha fatto ripensare ad un mio vecchio post, pubblicato sul mio vecchio blog, che ho deciso di riproporre qui per coloro che avevano avuto la fortuna di evitarlo e di non leggere le cazzate in esso contenute. Una volta scrivevo solo cose del genere...Non preoccupatevi, sto già provvedendo a fare qualcosa per la mia salute mentale!

Perché Meravigliarsi?

Perchè quando chiedete a qualcuno di abbassare la televisione, vi meravigliate se quest'ultima viene rimossa dal mobile e spostata per terra?


Perchè quando a tavola chiedete ad un amico di passarvi l'acqua, vi meravigliate se vi risponde che non ce n'è bisogno perchè dai test effettuati risulta microbiologicamente pura?


Perchè quando a lezione vi cade la penna e chiedete a qualcuno di allungarvela, vi meravigliate se, dopo faticosi tentativi, lui/lei vi risponde che più di così non si allunga?


Perchè quando chiedete il telefono ad una ragazza, vi meravigliate se vi risponde che se vi da il telefono poi non potete più contattarla perchè ha solo quello?

Perchè quando dite ad un vostro conoscente che la mattina fate jogging perchè è salutare, vi meravigliate se lui vi risponde che è più "salutare" alzare e agitare la mano?


Perchè quando andate in un paesino di montagna vi meravigliate se il sindaco vi caccia via perchè non siete abbastanza spiritosi per la sua ridente cittadina?


Perchè quando vi alzate la mattina presto vi meravigliate se, quando l'umidità sale in cattedra, la nebbia è in banchi? ( lo so, lo so...ma ormai è un classico!)


Perchè vi meravigliate se i Mass-Media, ottenuta la
Tele-Promozione agli esami, passano al Mass-Liceo?


Perchè vi meravigliate se, quando ad Isaac Newton cadde una mela in testa, lui si rese subito conto della gravità della situazione?


Perchè dopo aver consigliato al vostro amico stitico di prendere i confetti Falqui, vi meravigliate se lui inizia a fare lo stronzo?


Perchè quando ci provate con una ragazza e le dite che ha un profumo delicato, vi meravigliate se lei vi risponde:"Ma che cazzo stì a dì, mica è de Licato, è de Versace!" ?

Perchè vi meravigliate se il vostro vicino fissato con Internet, vi chiede aiuto a "downloadare" la spesa dalla macchina e "ripparla" nella dispensa?


Perchè quando vi fissate allo specchio, vi meravigliate se poi non riuscite più a muovervi?


Perchè quando andate in un bar negli Stati Uniti, vi meravigliate se il bar-man, che indossa maschera e mantello, spacca boccali di birra in testa ai cattivi?


Perchè vi meravigliate se un vostro amico insiste per darvi delle dritte per svoltare nella vita? *


Perchè vi meravigliate se il comandante dell'aereo in cui viaggiate, amante della pesca, si butta volontariamente in una turbo-lenza per pescare più rapidamente? **

Perché quando andate in Turchia vi meravigliate se vi rendete conto che le Turche sono tutte cessi?**

*Feat. in Iphiclides

**Feat. in Camaleone

martedì, ottobre 17, 2006

Is it any wonder?


...
Sometimes i get the feeling that I'm
stranded in the wrong time
where love is just a lyric in children's
rhyme, a soundbite

Is it any wonder that I'm tired?
Is it any wonder that i feel uptight?
Is it any wonder I don't know what's right?
Oh these days!
After all the misery made
is it any wonder that i feel afraid?
Is it any wonder that i feel betrayed?
...
Qualche volta ho la sensazione di essere
arenato nel tempo sbagliato
dove l'amore è solo una strofa in un
ritornello per bambini, un
frammento di suono
.
C'è da meravigliarsi che sono stanco?
C'è da meravigliarsi che mi sento teso?
C'è da meravigliarsi che non so cosa è giusto?
Oh in questi giorni!
Dopo tutta la sofferenza causata
c'è da meravigliarsi che ho paura?
C'è da meravigliarsi che mi sento tradito?

lunedì, ottobre 16, 2006

Anche per te

CI SARA'...E FORSE ESISTE GIA' AL DI LA' DELL'ORIZZONTE...
UN BEL VAFFANCULO ANCHE PER TE!!!
.
TENEMOSE ABBRACCIATI STRETTI STRETTI...CHE TANTO PRIMA O POI C'ANNAMO TUTTI...A QUEL PAESE, TUTTI...A QUEL PAESE LA'
.
VAFFANCULO

domenica, ottobre 15, 2006

Incubo



Quanto sono bastardi gli incubi? Un bel po'. Prendono la realtà, la torcono e la rigirano come un vortice e ti fanno credere che sia vero ciò che non lo è. Sono un po' come la gelosia, ti mettono un bel velo davanti agli occhi e tu puoi vedere le cose solo attraverso di esso, una realtà che risulta irrimediabilmente distorta. Sono le nostre paure che vengono a galla da un inconscio più o meno profondo, tutto quello che non vorremmo mai che avvenisse è lì davanti a noi, poveri stolti, impotenti di fronte ad un destino più grande che tesse i fili degli altri e dimentica di dipanare la nostra matassa. Fottutissimo destino. Fottutissimi incubi. Fottutissima gelosia.
Sono sveglio e il mio incubo è sempre davanti a me. Prima o poi so che si mischierà con la realtà, anche se non so in quale misura. Ma diverrà reale. Mi si parerà davanti reclamando tutto ciò che mi rimane, sapendo che non avrò il coraggio di reagire.
Ma poi rinsavisco un po' e continuo a sperare che tutto ciò sia solo dentro la mia mente. La realtà esce dal vortice e smette di girare. Trovo sempre un lato positivo in tutto...e quando e se succederà davvero, il coraggio di reagire lo troverò.

Mi faccio i film in testa come le donne...che cappa..


I'm coming out of my cage
And I've been doing just fine
Gotta gotta be down
Because i want it all
It started out with a kiss
How did it end up like this?
It was only a kiss, it was only a kiss
Now I'm falling asleep
And she's calling a cab
While he's having a smoke
And she's taking a drag
Now they're going to bed
And my stomach is sick
And it's all in my head
But she's touching his chest now
He takes off her dress now
Let me go
I just can't look
It's killing me
And taking control
Jealousy, turning saints into the sea
Swimming trough sick lullabies
Choking on your alibis
But it's just the price I pay
Destiny is calling me
Open up my eager eyes
'Cause I'm Mr. Brightside
X2 X2

I never...
.
Sto uscendo dalla mia gabbia
E sto facendo proprio bene
Devo essere giù
Perché voglio tutto ciò
E’ cominciato tutto con un bacio
Come ha fatto a finire così?
Era solo un bacio, era solo un bacio
Adesso mi sto addormentando
E lei sta chiamando un taxi
Mentre lui sta fumando una sigaretta
E lei sta facendo un tiro
Ora stanno andando a letto
E mi fa male lo stomaco
Ed è tutto nella mia testa
Ma lei sta toccando il suo petto adesso
Lui le sta togliendo i vestiti adesso
Lasciatemi andare
Non posso guardare
Mi sta uccidendo
E sta prendendo il controllo
Gelosia, rovesciando i santi dentro al mare
Nuotando attraverso malate ninnananne
Soffocando i tuoi alibi
Ma è soltanto il prezzo che pago
Il destino mi sta chiamando
Apro i miei occhi ardenti
Perché io sono Mr. Latopositivo
Io mai...

martedì, ottobre 10, 2006

Giustizia



Cosa vuol dire Giustizia? Chi è che decide cosa è giusto e cosa non lo è? Con quali diritti può fare delle affermazioni così rilevanti per tutta l’umanità?
La Giustizia è una valore molto soggettivo perché differisce a seconda di cosa ognuno di noi reputa giusto o meno. Non dovrebbe nemmeno essere definita nel vocabolario perché nessuno può permettersi di darne una definizione. Eppure centinaia di definizioni sono state date. Quella che secondo me ha un carattere più oggettivo delle altre è questa:
“La Giustizia non è che l’utile del più forte” – Trasimaco
Questa è una definizione che quanto meno spiega il fatto che un miliardo e duecento milioni persone nel mondo siano sotto la linea così detta “di povertà”, che divide le persone con un reddito inferiore a 400 dollari annui dagli altri 4 miliardi e ottocento milioni.
Pensate alla vostra vita con 400 dollari all’anno. Sono grosso modo 320-330 euro.
Sapete quante persone servirebbero per appianare questa differenza abissale? Un milione? Centomila? Diecimila? No…
Ne basterebbero tre. Il reddito delle tre persone più ricche del pianeta basterebbe a sollevare un miliardo e duecento milioni di persone al di sopra della soglia di povertà.
Ma qualcuno potrebbe obiettare che non sarebbe “giusto” privare tre persone del loro reddito “solo” per non far morire di fame un miliardo e duecento milioni di persone. Povero Bill…i suoi soldi lui se li è guadagnati. In questo mondo, non sarebbe “giusto” privarlo dei suoi averi…perché, scusate se lo ribadisco, la Giustizia non è che l’utile del più forte.
Cosa possiamo fare allora? Vediamo…una tassa! Si potrebbe mettere una tassa sul patrimonio, diciamo al 4%, e questo basterebbe a sollevare un miliardo e duecento milioni di persone al di sopra della soglia di povertà, a permettergli di vivere, non certo nel lusso, perché 400 dollari sono sempre pochi, ma almeno finalmente potrebbero vivere!
Ma quante persone dovrebbero essere tassate? Vediamo…magari una nazione non troppo grande potrebbe bastare, prendiamo l’Italia, siamo in 60 milioni no? Ma no, basterebbero molte meno persone…una regione? No, no…ancora troppo. Un città come Roma? Di meno… Un quartiere? Ancora meno. Basterebbero 228 persone. Una ridicola tassa al 4% sul patrimonio dei 228 più ricchi di questa merda di pianeta, una puntura di zanzara che nemmeno sentirebbero, basterebbe a sollevare dalla poverta, dalla fame e dalla morte, un miliardo e duecento milioni di persone (scusate se ribadisco ancora questo dato!).
Ma a noi non frega niente, non è un problema dell’Italia. I nostri parlamentari sono troppo impegnati a votare mozioni per auto aumentarsi lo stipendio di ben 1.135 euro al mese(arrivando ad uno stipendio base di 10.000 euro e uno medio di quasi 20.000!) e a spendere il tutto per strafarsi di cocaina e cannabis. Non hanno tempo per pensare a queste futili frivolezze.
Non lo avete ancora imparato? La Giustizia non è che l’utile del più forte!
Questo post è per chi ancora crede alla favoletta che sconfiggere la fame nel mondo sia soltanto un’utopia. Non lo è. Svegliati.

martedì, ottobre 03, 2006

Uomo/Donna



In una delle mie tante filosofiche elucubrazioni, mi stavo interrogando su quale fosse la vera differenza tra Uomo e Donna. Sono giunto alla conclusione che la mera ed evidente differenza fisica, non basta a definire in pieno la disuguaglianza del binomio Uomo/Donna ma che bisogna andare più in fondo nella ricerca, attraversare il campo semantico dei due termini che porta alla luce una molto più profonda disparità concettuale rispetto a quella fisica. Ancora grazie all’impareggiabile Iphiclides, sono giunto a queste differenze Uomo/Donna, analizzando professioni e tipologie di questi ultimi. Vediamo ad esempio che:

Un cortigiano è un uomo che vive a corte
Una cortigiana è una mignotta
Un massaggiatore è un Kinesiterapista
Una massaggiatrice è una mignotta
Un professionista è un uomo che conosce bene la sua professione
Una professionista è una mignotta
Un uomo di strada è un uomo duro
Una donna di strada è una mignotta
Un uomo senza morale è un politico
Una donna senza morale è una mignotta
Un uomo pubblico è un uomo famoso, in vista
Una donna pubblica è una mignotta
Un uomo facile è un uomo con il quale è facile vivere
Una donna facile è una mignotta
Un intrattenitore è un uomo socievole
Un’intrattenitrice è una mignotta
Un adescatore è un uomo che coglie al volo persone e situazioni
Un’adescatrice è una mignotta
Un uomo molto disponibile è un uomo gentile
Una donna molto disponibile è una mignotta

(le avete già lette lo so!)

...

Si potrebbe continuare ancora, ma il risultato sarebbe sempre lo stesso. Da questo studio direi che risulta abbastanza evidente che al di là della tipologia e della professione, la donna è una mignotta.
Per chi non è ancora convinto (o convinta), passiamo alle analogie con il regno animale:

Un cane è il migliore amico dell’uomo
Una cagna è una mignotta
Un cavallo è un mammifero equino erbivoro
Una cavalla è una mignotta
Un maiale è un mammifero domestico onnivoro
Una maiala è una mignotta
Un gatto è un mammifero felino
Una gatta è una mignotta

...

E così via. a questo punto mi sorge l'atroce dubbio che le due parole, Donna e Mignotta, siano in realtà sinonimi. Ma è realmente così? Per mia esperienza devo ahimé riconoscere che non è del tutto esatto, perché tipe che non la danno via come il verderame nei campi ne ho conosciute(circa 2!). Ma allora dov'è la verità? Ma soprattutto, perché se un uomo fa sesso quando gli pare è un dio, se lo fa la donna è una mignotta?

lunedì, ottobre 02, 2006

Corri!



Paura. Scontentezza, delusione, infelicità, disagio…Paura di invecchiare senza essere pronti, di non essere più all’altezza.
Paura di essere sopraffatti, paura della nuova generazione che avanza, paura di divenire inutili. Giovani messi contro vecchi che non ci stanno e reagiscono. E allora diventa un tutti contro tutti, importa solo la sopravvivenza. Amicizia, amore, fiducia nel prossimo vengono cancellati in un attimo da un odio che non credevamo di essere capaci di provare, un sentimento che alberga in noi anche se facciamo di tutto per reprimerlo. Non ci riconosciamo più, quello che abbiamo passato non conta, perso in un passato così lontano per avere ancora una minima rilevanza. Messi uno contro l’altro da un sistema che ci porta all’autodistruzione senza che ce ne rendiamo conto. Annientiamo noi stessi. Amore e odio. Odi et amo. Malinconia, vuoto, vendetta, dolore…al mondo c’è troppo dolore e i dottori non sanno che fare! Aiutatemi! Vi prego…ma non c’è più nessuno che ricorda che eri stato un suo amico…Amico, amico mio, ci piace la stessa ragazza, è la storia più vecchia del mondo ma sempre la più interessante, noi no, noi non ci perderemo, io mi fido, e poi lei vuole te io non sono nessuno, io muoio, contento che almeno a voi due importi qualcosa…a te amico mio, e a te che non avrò mai, morirò senza sapere che sapore hanno le tue labbra, tenendomi tutto dentro, come sempre, costretto a farlo quando invece vorrei solo togliermi questo peso. Apro gli occhi chiudo gli occhi è la mia unica reazione... Nuovi stimoli, ho bisogno di nuovi stimoli. Il mondo ne ha bisogno e non vuole ammetterlo. Io ho bisogno di te, qui al mio fianco.. un angelo…qui al mio fianco.. un diavolo…ma non voltarmi di nuovo le spalle, non un'altra volta. Vedo il mondo con altri colori ora ma ho ugualmente paura, il disagio non è mai passato ma nemmeno la voglia di andare avanti, con il tuo sostegno, facendoci forza l’una con l’altro. Se ce ne sarà bisogno ricominceremo andando sempre incontro al nostro destino, senza tirarci indietro. Corriamo.
Corriamo…
Non importa per quanto, ma corri per tutto ciò in cui credi.
CORRI!