sabato, settembre 30, 2006

Che Cappa!

Tutti i modi di dire di un geniale gruppo di persone che presto diveranno "detti" del mondo intero...

Ma che cappa! / Mi sono incappato: espressione che indica una situazione decisamente spiacevole, come ad esempio esami anticipati o comunque un evento che fa rosicare in modo fuori dal comune.

Che Scherzone!: Si riferisce ad una marachella idiota, tipo stappare una penna o si usa in riferimento a qualcuno che ti ha fatto incappare (m’hanno fatto lo scherzone).

Nun t’aregge…: Si usa quando si sta sfidando una persona a fare qualcosa che secondo voi non ha il coraggio di fare, non osa farla. Una sfida sul piano dell’onore molto sottile. Come i cervelli di chi la disputa…
Per ulteriori riferimenti e spiegazioni: kaiserlarry.spaces.live.com Quella maledetta frase

Carcola che
: Ovvero, in quello che stai per fare, hai fatto, stai facendo o farai…devi tenere presente questa cosa di vitale importanza che sto per dirti…
La maggior parte delle volte è una cosa del tutto ininfluente e spesso non è nemmeno una frase di senso compiuto. Ultimamente questa forma si sta articolando in Carca che.

Te lo appoggio: Sono in accordo con te, condivido in pieno quello che dici e mi batterò affinché si realizzi! Spesso viene travisato con: Te lo metto al culo.

Ma nuuun ce annà! Ma chiiiii te lo fa fa’! Ma laaaaassa perde!: Ripreso dal famoso tormentone di Gigi Proietti, viene usato quando non si vuole che una persona faccia qualcosa e la si invita in modo molto fine a cambiare idea.

Me sto a tajà: Usato per far capire alle persone che ti stai divertendo da morire e stai ridendo a crepapelle. Cosa c’entri il verbo tagliare non l’ho mai capito…

Tu mi dici quello che devo fare…e io la faccio!: Ripreso da Colorado Cafè…ovvero: devo fare questa cosa? No problema…

Questi sono i cazzi che dici te!: Questa è la tua deprecabile opinione di cui non mi frega un benemerito cazzo.

Ballan/ Belli: Varianti dell’ormai troppo sputtanato Bella. Usate dapprima solo dagli appassionati di ciclismo, si stanno pian piano diffondendo.

Massiccio!: Usato per definire cose, situazioni o eventi particolarmente gagliardi e tosti, degni di essere presi in considerazione.

Settordici e Millemila: Numeri immaginari partoriti da una mente insana. Usati spesso per esagerare. Es: “Stasera saremo in settordici..” “Seeee boum! Millemila!”.

E chi siamo noi, il Gruppo Degli Stronzi?!: Esternazione di frustrazione alquanto fine che si usa quando si riceve un trattamento non propriamente equo rispetto ad altre persone o gruppi.

Maschio!: Usato per richiamare l’attenzione di qualsiasi persona di sesso maschile, vero o presunto.
Molto più efficace se preceduto da un fischio, vedi Carlo Verdone in Manuale D’Amore…

Si me lo dicevi prima…oramai!: Ancora un tormentone di Gigi Proietti, stavolta più attuale. Usato quando non si ha voglia di fare una cosa e si apporta la scusa che ahimé è troppo tardi, principalmente per far incappare qualcuno.

E adesso sono uccelli per diabetici…: Ora sono cazzi amari…

Che vuoi aspetta’? Le Guardie?: Sbrigati a fare la cosa che stai facendo!

Se le cose le sai dille, se non le sai salle: Ovvero, se sai una cosa la devi dire, se non la sai, vattela a imparare!

Mi si è schiacciata la vena: Quando la vena che porta sangue al cervello si schiaccia e allora si agisce di impulso…spesso la vena si schiaccia in reazione ad un Nun t’aregge particolarmente ostico da portare a termine.

Ancora una volta, per questo post un ringraziamento speciale và ad Iphiclides!

giovedì, settembre 28, 2006

La Morte


La vita dunque è una malattia infettiva. Fatto sta che si trasmette per via sessuale e conduce inevitabilmente alla morte. Già, alla morte ineluttabile.

Chi infatti è colui così gagliardo e forte che possa vivere senza poi morire?
E da colei che è tutto, Madama Morte, l’anima sua possa far fuggire?
La Morte schifosa, la Morte lasciva! La Morte! La Morte! La Morte che arriva!
La Morte, la Morte, dolcissima e amara, la Morte che avanza nella notte chiara.
La Morte di pietra, la Morte di neve, la Morte che viene con passo lieve.
La Morte che dona, la Morte che prende, la Morte che ruba, la Morte che rende.
La Morte che passa, la Morte che sta, la Morte che viene, la Morte che và
La Morte che arriva con il suo dolore, e avvolge ogni cosa con il suo fulgore.
La Morte regina senza scettro e corona, la Morte, la Morte, la Morte in persona!
Verrà la Morte e i tuoi occhi avrà e la bellezza tua, vanità di vanità…
Verrà la Morte e porterà con sé, tutto il tuo impero, tutto insieme a te…
Verrà la Morte e taglierà il legame così sottile e forte, così bello e infame…
Verrà la Morte, sarà la tua coscienza, è stata tua compagna in tutta l’esistenza…
Verrà la Morte, e a te che non sei niente porgerà la mano, in mezzo all’altra gente…
…e tu sarai il primo, come vorrà la sorte, a danzare con lei la danza della Morte!
La Morte bizzarra, la Morte normale, la Morte che viene a lenire ogni male.

Prima o poi la morte arriva…come l’amore. Entrambi ti prendono e quando ti risvegli non ti trovi più nello stesso mondo. Fa paura, ma scappare equivarrebbe a non vivere. Spendere una vita a temere e rifuggire la morte, così come non avere il coraggio di amare, è come cogliere un Soffione e poi aver paura di soffiarci sopra, disperdendo i suoi semi…
Non vivere è il contrario di vivere. Morire è solo una conseguenza, un compromesso, tra l’altro più che accettabile direi. Assaporate gente! Assaporate più che potete…

mercoledì, settembre 27, 2006

La Vita


Non può piovere per sempre, diceva un tizio in un film. Un tizio che è morto girando quel film.
Anche suo padre aveva detto quella frase, prima di morire girando quello che sarebbe stato il suo ultimo film.
Un altro tizio lo ha detto, in un blog...ma è ancora vivo, chissà per quanto. E' vecchio ormai...
Anche io l'ho detto stasera. Mi è sfuggito.
Dimenticavo che il Manovratore ci ascolta sempre e che gode moltissimo a contraddirci, a sbatterci nella merda nel momento in cui ci sentiamo più forti, nel momento in cui abbiamo il coraggio di alzare la testa e di ridere delle nostre sventure.
Questo non vuol dire che morirò presto come Bruce o Brandon...anche perché io non ho legami di parentela con loro ne lavoro nel cinema. Certo, Bruce Lee è nato il 27 di Novembre, come me...
Coincidenza? Staremo a vedere.
Quello che mi chiedo è: cos'è che, nonostante tutte le sventure, le disgrazie, le sciagure, le calamità, le catastrofi e le autostrade anali, spinge le persone a rialzarsi, a sollevare di nuovo la testa per guardare al mondo con sorriso mordace?
Cos'è che ci fa alzare di nuovo al mattino proclamando persino che quella odierna possa essere una giornata di merda, ma con dentro la voglia di renderla migliore?
Cos'è che anche quando sentiamo il cuore gonfio di dolore ci fa ridere in faccia alle nefaste coincidenze e al beffardo destino? Una risata non certo stampata sul nostro volto...
Da dove viene questa voglia di rinascere ancora?.. e ancora e ancora e ancora!
Viene dall'amore? Dall'amicizia? Dalla fede?
No...niente di tutto ciò.
Dalla vita. Quando finalmente ne assaggi un po', non ti rassegni a non averne più. La vita è una droga è una malattia infettiva. Ed io voglio essere strafatto.
Finché vedi uno spiraglio non smetterai mai di rialzarti.
Quando non vedi più spiragli, cerchi l'unica cura a quella malattia...non capendo che stai cedendo alla tua cecità, perché un pertugio c'è sempre. Sempre.
Io ho undici decimi.
Non ce la fate a lasciarmi in ginocchio.

giovedì, settembre 21, 2006

Autunno Dolciastro

Mi ha sempre stupito come il passaggio tra l'estate e l'autunno porti sempre con se quel pesante fardello di malinconici stati d'animo che finisce sempre per posarsi sulle nostre spalle. D'Estate i problemi sembrano lontani. Dopo un anno passato a pensare, vuoi soltanto staccare il cervello e agire. Proprio come fa Totti: " Aho io ho staccato, voi che fate??".
Ma poi torna l'Autunno e bisogna ricominciare a "macinare". Torna l'Autunno e i nodi vengono al pettine, c'è sempre qualcuno che suona su quel tasto dolente. Eppure lo aspettiamo l'Autunno e con impazienza anche! Si torna alla realtà, con tutti i problemi e le difficoltà. A quella realtà che dopo tutto non è nemmeno malaccio! Si... perché si porta dietro uno strano sapore, un sapore dolciastro...


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Lentamente tra una pagina e l'altra di un libro qualunque
ingannavo l'attesa già settembre poche voci distanti e
un autunno distratto al di là dei vetri
quasi speravo che non arrivassi più
quasi credevo che non mi mancassi eppure stavo aspettando
Distrarsi sembrava piuttosto facile
credevo di sopportare la tua indifferenza
cercando pretesti e rimedi inutili
eri tu quel tasto dolente eri tu, autunno dolciastro eri tu
Freddamente valutavo i miei limiti
i gesti avventati le frequenti rinunce
era tardi mi bruciavano gli occhi fissavo il soffitto
il mio letto disfatto
quasi speravo che non arrivassi più
quasi credevo che non mi mancassi eppure stavo aspettando
Distrarsi sembrava piuttosto facile
credevo di sopportare la tua indifferenza
cercando pretesti e rimedi inutili
credevo di sopportare la mia insofferenza
eri tu quel tasto dolente eri tu, autunno dolciastro eri tu
quel tasto dolente eri tu, autunno dolciastro
Autunno dolciastro, autunno dolciastro...

mercoledì, settembre 20, 2006

Blunotte



Di solito non parlo mai di queste cose, né di me stesso né del passato. Sono fatto così, abituato a tenermi tutto dentro, geloso delle mie emozioni o troppo imbarazzato per tirarle fuori. Ma a volte sento il bisogno di esprimermi e tirare fuori qualcosa per non scoppiare. Ecco il perché di questo blog. Il post è molto noioso vi avverto! Fate ancora in tempo a non leggerlo, non mi offendo, anzi...
Era l'estate del 98 quando L. ebbe la sua prima ragazza, C.
Fu una cosa inaspettata e come forse immaginerete fu C. a fare tutto quanto, perché L. non si decideva proprio! L. , C. , e un'amica di C. erano tutti e 3 in vacanza nello stesso condominio in riva al mare. Un giorno l'amica di C. dice a L. che deve parlargli, lo prende e lo porta in disparte, lo fa accomodare e ovviamente comincia a parlargli di C.
Chiede a L. cosa ne pensa di C. in generale, poi va molto più diretta al punto e gli chiede se gli piace.
L. deve ammettere che si, C. gli piace molto. Ma non fa in tempo a dire all'amica di C. di tenerselo per se che sopra di lui sente una risata entusiastica. Quel bischero di L. non si era reso conto che l'amica di C. lo aveva portato proprio sotto il suo balcone, e che C. era lì nascosta ad ascoltare...
L. rimase a bocca aperta per circa 5 ore di fila. Non aveva capito che se C. aveva fatto quella cosa era perché anche a lei piaceva L.
Ma lo capì presto...
Questo per dire che le cose una volta erano semplici. Quand'è che hanno smesso di esserlo? Quand'è che sono diventate così maledettamente complicate? Io capisco il corteggiamento, perché inseguire o essere inseguiti è anche piacevole. Ma ad un certo punto bisognerebbe anche avere il coraggio di dire le cose come stanno!
Crescendo le cose si complicano lo so, non crediate che io sia così ingenuo, ne so qualcosina.
Però mi sono stufato di essere escluso a priori per colpe non mie. Non è giusto. Non è giusto che davanti a me io veda sempre blunotte. Una possibilità deve essermi data, e se non mi viene data prima o poi troverò il coraggio di prendermela da solo.

martedì, settembre 19, 2006

Catene


La tecnologia ci ha resi schiavi. Ci ha messo in catene. Matrix non è nemmeno un film troppo fantascientifico se sappiamo guardare con gli occhi giusti. Matrix è una metafora. La fobia dell'uomo di diventare schiavo di ciò che lui stesso ha creato. E non bisogna guardare troppo in là con gli anni, perché ciò di cui parlo avviene anche adesso. Per alcuni è già troppo tardi. Per me è troppo tardi...povero me! Per voi invece? Anche per voi è troppo tardi se...


1. Per sbaglio inseritei la password nel microonde.

2. Sono anni che non giocate al solitario con carte vere.

3. Avete una lista di 15 numeri di telefono per contattare i vostri 5 familiari.

4. Mandate e-mail alla persona che lavora al tavolo accanto al vostro.

5. Il motivo per cui non vi tienete in contatto con i amici e familiari è che non hanno indirizzi e-mail.

6. Rimanete in macchina e col cellulare chiamate a casa per vedere se c'è qualcuno che vi aiuta a portare dentro la spesa..

7. Avete in casa più di 10 telecomandi tra televisori, decoder satellitari, decoder digitali terrestri, lettori DvD e impianti Hi-Fi

8. Uscire di casa senza cellulare, cosa che avete tranquillamente fatto per i primi 20, 30 (o 60) anni della vostra vita, ora vi crea il panico e vi fa tornare indietro per prenderlo.

10. Vi alzate al mattino a vi mettete al computer ancora prima di prendere il caffè.

11. Cominciate ad arrovellarvi il cervello alla ricerca di modi per sorridere. : ) :o) :->

12. L'interruzione della vostra linea Adsl per più di 2 ore vi causa agitazione, insonnia, brividi di freddo e altri sintomi da crisi d'astinenza, che sfogate sull'operatore del vostro gestore a suon di improperi

13. Mentre leggete tutto questo ridete e fate Sì con la testa.

14. Siete troppo occupati per accorgervi che su questa lista manca il punto 9.

15. E ora siete tornati indietro per vedere se davvero manca il punto 9..

E ORA STATE RIDENDO DA SOLI....

sabato, settembre 16, 2006

Iceberg


"Stasera voglio che tu mediti sull'immagine di un iceberg. E sai perché voglio che tu lo faccia?"
"Perché sono un frescone?"
"No...perchè come un iceberg la tua superficie è per il 90% invisibile sotto il pelo dell'acqua.."

Piccola citazione cinematografica tratta dal film "Hitch" che consiglio di vedere a chiunque voglia farsi 2 risate come si deve.
Questa cosa dell'iceberg è saputa e risaputa. Alquanto banale direbbe Jury. Eppure mi ha sempre affascinato moltissimo l'idea che la nostra personalità sia un po' come quell'enorme blocco di ghiaccio sommerso dal mare e che la nostra parte visibile a tutti non sia più di un misero 10%. E' un'immagine straordinaria, una metafora molto logora per quanto è stata usata, ma che non perde mai efficacia.
Tutti quanti noi abbiamo la pretesa di essere degli iceberg, teniamo la nostra parte più segreta in un prezioso nascondiglio e la riveliamo solo a chi riteniamo degno. Ma in questo modo rimaniamo freddi. Freddi dentro. A volte alcuni iceberg dovrebbero desiderare di cambiare. Cercare di diventare come l'acqua... Anche solo desiderarlo, basterebbe.

La Pioggia



Stamattina mentre andavo al lavoro, mi sono perso nei miei pensieri. Ho cominciato a farmi le mie solite seghe mentali, a preoccuparmi di cose che non mi riguardano da vicino. Almeno io credo che non mi riguardino, ma sono convinto che un giorno mi renderò conto che invece mi riguardano eccome.

Risvegliatomi da quella specie di trance causato da mille pensieri, mi accorgo di essere in macchina a guidare. Andavo a non più di 30 Km/h e dietro di me si era formata una fila considerevole. Qualcuno aveva già cominciato a suonare il clacson, non so da quanto tempo.

Succede sempre così. La temperatura cala di qualche grado, aumenta l'umidità, la pressione atmosferica si abbassa e comincia a piovere. Figa però quanto mi piace la pioggia...

Questo è il problema.

venerdì, settembre 15, 2006

Lontano



Era una mattina di un freddo Novembre quando N. si alzò dal letto e decise di dare un definitivo taglio al passato.
La sofferenza la consumava ormai da troppi mesi, non intendeva più andare avanti in quel modo. Aprì la finestra della sua camera da letto e una brezza di vento mattutino le accarezzò il viso. Il Sole era ancora pallido all'orizzonte e la città era coperta dalla solita nebbiolina più o meno fitta a seconda delle zone, mista all'inquinamento che deturpava il verde comunale.
Eppure a N. sembrava di non aver mai visto un paesaggio più bello.
Fu lì che si rese finalmente conto di osservare il mondo da un'altra prospettiva, non migliore ne peggiore. Semplicemente le appariva in maniera diversa.
Doveva recarsi al lavoro, ma decise di prendersi la giornata libera, raccontando una frottola al suo capo. Lui se la bevve.
Decise che avrebbe passato quel giorno facendo tutte quelle cose che adorava ma che ormai non faceva più, proprio a causa del lavoro, nel quale si era gettata a copifitto, e a causa del suo stato d'animo.
"N. devi risollevarti!" - le dicevano gli amici. Ma lei non badava alle loro parole, pensava che in fondo esagerassero. Quello che aveva passato non era da poco, ma era convinta di averlo superato. Non era così, e il fatto di non accettare la cosa la aveva fatta peggiorare sempre di più, finché un giorno la depressione e lo sfinimento nervoso le sembravano troppo pesanti, troppo opprimenti per continuare a vivere...
Ma quei giorni erano passati adesso e sembravo così lontani, solo un spiacevole ricordo, da tenere come insegnamento per il futuro.
Cosa piombò nella sua vita per far avvenire un cambiamento così repentino?
Aveva conosciuto una nuova persona,P. , ma non le piaceva in quel senso...almeno lei credeva di no.
Questa persona le aveva sconvolto la vita con una frase.
"E allora?" - rispose P. a N. quando lei decise di confidargli quello che le era successo. Il modo in cui P. disse quella frase, N. non lo avrebbe più scordato. Le sembrava che quello che le era capitato fosse un'incredibile sciagura.P. fu il primo che non la compatì, e che invece la prese quasi in giro. Dapprima lei si offese, ma poi capì cosa realmente P. intendesse fare pronunciando quella frase.
Cominciò anche lei a convincersi che quello che le era capitato non fosse poi così tragico, e di colpo un sorriso tornò ad illuminarle il viso.
Per lei iniziava un nuovo giorno.

giovedì, settembre 14, 2006

Un esecrabile errore


Chi entrando nel mio nuovo blog, trovandoci un velo di tristezza e un atmosfera cupa, ha pensato che fosse un blog triste, si rilegga attentamente il titolo del post. (buon vecchio Leo..)
Chi non sa cosa voglia dire esecrabile, è pregato di chiudere immediatamente questa pagina.
The sound of silence vuol dire solo che tutto quello che scrivo, l'ho appreso dal silenzio.
Sono una persona che parla col silenzio...che ascolta il soffio del vento. Uno sciroccato in pratica.
Ma questo era noto a tutti, più o meno come il fatto che quando il crupiér dorme, la roulette russa, o che l'atto di assentire per 365 giorni di seguito si definisce "annuire". Quello che forse non sapevate, come dice il mio amico Mirke, è che la maggiorparte delle stelle non fanno parte del sistema solare...cosa però abbastanza facile da intuire visto che tutti conosciamo le Sole che vi appartengono!
Ma non vorrei mandarvi in confusione come tutta quella gente che crede che l'Ateismo sia il non credere in nessun Twinings o che la 24 ore di Le Mans sia una valigetta di produzione francese. Perciò qui vi saluto.
Se questo post non vi ha fatto divertire, pazienza...mi consolerò con i miei lettori cinesi. Loro si che hanno tanto riso...

mercoledì, settembre 13, 2006

Hello Darkness My Old Friend


Ciao oscurita, mia vecchia amica. Ho ripreso a parlarti ancora perché una visione che dolcemente mi fa rabbrividire, ha lasciato in me i suoi semi mentre dormivo, e la visione che è stata piantata nella mia mente, persiste ancora, nel suono del Silenzio.
Già. Perché il Silenzio è più eloquente di mille parole. Ma bisogna saper ascoltare. Non sentire, badate bene. Ascoltare. Una sottile differenza semantica che si tramuta in una enorme differenza di significato.
Mille parole, e mille ancora possono essere sprecate quando un solo momento di Silenzio riassume sempre tutto quello che abbiamo da dire.
Perché il Silenzio non è vuoto! Oh no...che sciocchezza, che assurda pretesa. Non è solamente un istante in cui nessun suono viene percepito. Il Silenzio ha un suono, un suono tutto suo, che non tutti sono in grado di percepire. Ma se sai ascoltarlo, se solo riesci a capirlo, ad interpretarlo...
Il Silenzio è paura. Il Silenzio è dolore. Il Silenzio è gioia, commozione, felicità. Il Silenzio è un fidato amico dell'oscurità.
Nel Silenzio si nascondono tante cose, insidiose a volte, nemmeno Pandora con il suo vaso può competere. Si nascondono parole non dette...
Il Silenzio è buono. Il Silenzio è cattivo. Ma non è mai semplicemente imbarazzo.
A volte dura un attimo, ma è sufficiente a sconvolgere una vita.

Ogni tanto fermatevi... e ascoltate.