domenica, dicembre 31, 2006

You get what you give



Non so come sia stato il vostro anno, buono o cattivo. Da domani però il 2006 sarà alle nostre spalle e speriamo che il 2007 sia il benvenuto e che si faccia benvolere. Questo post è per voi, per augurarvi un buon 2007...
Al mio amicone Stupidone, che chissà quando leggerà questi auguri, visto che ora è a Lisbona a spaccarsi fino al midollo.
A Gigi, che non conoscendomi bene sopporta lo stesso tutte le stronzate che dico...
A Betta e a tutte le sue fantastiche amiche, la mia Samanthina su tutte! ;)
Poi tutti gli altri amici blogger che ancora conosco poco.
A al mio amicone Chilly detto anche Graziano, che voi non lo sapete ma interpreta il coniglietto nella pubblicità della duracell...ah ah ah!
A tutte le persone che leggono questo blog, che mi danno soddisfazione e che accrescono il mio ego...;)
Infine al mio GdS...Saso, Lello, Etta, Megrix, Jante e Cri...vi voglio davvero bene, vi auguro un 2007 all'altezza delle vostre aspettative, un bellissimo anno che condivideremo insieme.

Questa canzone è per tutti voi...schiacciate aggiorna così riparte e ascoltatela leggendo il testo, secondo me vale la pena perderci 5 minuti...

Wake up kids
We've got the dreamers disease
Age fourteen
We got you down on your knees
So polite
You're busy still saying please
Frienemies
Who when you're down ain't your friend
Every night
We smash their Mercedes Benz
First we run
And then we laugh till we cry
But when the night is falling
And you cannot find the light (light)
If you feel your dreams are dying
Hold tight
You've got the music in you
Don't let go, you've got the music in you
One dance left, this world is gonna pull through
Don't give up, you've got a reason to live
Can't forget we only get what we give
Four a.m.
We ran a miracle mile
We're flat broke
But hey we do it in style
The bad rich
God's flying in for your trial
But when the night is falling
And you cannot find a friend (friend)
You feel your dream is breaking
Just mend
You've got the music in you
Don't let go, you've got the music in you
One dance left, this world is gonna pull through
Don't give up, you've got a reason to live
Can't forget we only get what we give
This whole damn world can fall apart
You'll be ok follow your heart
You're in harms way
I'm right behind
Now say you're mine
You've got the music in you
Don't let go, you've got the music in you
One dance left, this world is gonna pull through
Don't give up, you've got a reason to live
Can't forget we only get what we give
Don't let go
I feel the music in you
Don't let go
Fly High
What's real
Can't die
You only get what you give
You're gonna get what you give
(Don't give up) Just dont be afraid to leave
Health insurance rip off lying
FDA big bankers buying
Fake computer crashes dining
Cloning while they're multiplying
Fashion shoots with Beck and Hanson
Courtney Love and Marilyn Manson
You're all fakes, run to your mansions
Come around we'll kick your ass in
Don't let go
One dance left
Don't give up
Can't forget
Se non ci avete capito un cazzo e volete una traduzione, cercate su angolotesti...

venerdì, dicembre 29, 2006

Il meme del Team Blogger


Come hanno già fatto altri membri del mio Team Blogger e come mi è stato richiesto, faccio anche io questo meme...
1.Quando ti sei guardato allo specchio stamattina, cosa hai pensato?
- Oh ma che rrrozzo!
2.Mai fatto uso di droghe?
- Si ma mai quelle pesanti. Mi faccio solo di cocaina, leggera leggera...pochi grammi al massimo.
3.Una parola che fa rima con Papera?
- Castagna
4.Pianeta preferito?
- Pianeta Slivsnos
5.Chi è la quarta persona delle tue chiamate perse sul tuo cellulare?
- Etta! Ciauuuu!
6.Qual'è la tua suoneria preferita sul cellulare?
- Non la uso...
7.Che maglia stai indossando?
- Felpa grigia con cappuccio e bordi arancioni
8.Cosa stavi facendo venti minuti fa?
- Quella droga di msn...
9.Che marca di scarpe stai indossando?
- Asics
10.Camera buia o illuminata?
- Luce soffusa
11.Se sei in una stanza su due letti, su quale dormi?
- Uguale...ma non mi è molto chiara sta domanda...
12.Cosa indossavi a mezzanotte di ieri sera?
- Maglione beige
13.Cosa diceva l'ultimo sms che hai ricevuto?
- Maschio noi se vedemo alle 6.30 al Jolly a Grotta!...
14. Jury Ape...manca la 14!
15.Una parola o una frase che dici spesso?
- Oh ma che cappa!
16.Chi ti ha detto per ultimo di amarti?
- Una persona a cui avevo paura di voler bene e che avrei dovuto trattare meglio...
17.L'ultima cosa pelosa che hai toccato?
- Mi sono grattato la testa just now!!!
18.Quante droghe hai assunto negli ultimi 3 giorni?
- Nessuna ma richiedimelo dopodomani...ah ah ah!
19.Quanti rullini usi per le tue foto?
- Rullini??? Che roba è?
20.L'età in cui sei stato più felice?
- Tra i 13 e i 17 anni
21. Chi è il tuo peggior nemico?
- Non ho nemici ma potrei dire chi è la mia antitesi! ;)
22.Cos'hai al momento sul desktop?
- Una luna piena in un cielo oscuro, semi coperta dalle nuvole che si riflette sul mare.
23.Qual'è l'ultima cosa che hai detto a qualcuno?
- Jante sei un pupazzo!
24.Tra un milione di euro e la possibilità di volare, cosa sceglieresti?
- Volare..."non tornerò mai più, mai più laggiù..." :)
25.Ti piace qualcuno?
- No comment
26.L'ultima canzone che hai ascoltato?
- Dancing, Elisa
27.Se l'ultima persona con cui hai parlato venisse uccisa con un'arma da fuoco, cosa faresti?
- Non voglio nemmeno pensarci, sarei inconsolabile...
28.Se potessi tirare un pugno in faccia a qualcuno, chi sarebbe?
- Quel maledetto che ha allestito la mostra del Caravaggio esponendo 4 e dico 4 quadri!
29.Qual'è l'oggeto più vicino al tuo piede sinistro?
- Il mio zaino! Tutto rotto e rovinato...ce l'ho da una vita! Sigh..
30.Di una cosa profonda!
- Le persone che non vincono lo fanno che poi non ci si arriva mai al posto in cui il tavolo collide col misericordioso...ma che cazzo ho detto???

giovedì, dicembre 28, 2006

Ti fidi di me?

Come promesso l'ho messa la canzone...e come promesso ora l'ho tolta...
Chi ha sentito ha sentito!

lunedì, dicembre 25, 2006

Quesito natalizio



Visto che è Natale e che (per convenzione) l'ammore è tutto intorno a noi come in una pubblicità Vodafone, volevo per l'ennesima volta farmi gli affari vostri e chiedervi una cosa...
Tutti, e dico tutti, abbiamo una canzone d'amore che quando la sentiamo ci fa sciogliere come una palla di neve su una palla di Satana (cerco di essere più rrrozzo possibile perché sennò già il post è troppo smielato...). Tutti ce l'abbiamo, persino Gigi anche se negherà fino alla morte...
Ma non una canzone d'amore incappato (con rimpianti/rimorsi per i "non addetti"), proprio una di quelle con lo zucchero che esce fuori da ogni nota, del tipo "ho visto una stella nel cielo e le ho dato il tuo nome" oppure "sei il fiore che sboccia al mattino e profuma tutto il mio cammino"...
Tutti ne avete una, ne sono sicuro...Anche io ovviamente, e sono sicuro che in quanto a glucosio è imbattibile. Perciò vi sfido ad indicare la vostra, se arrivano almeno dieci commenti, vi svelo la mia così mi potete pure prendere per il culo...e vi assicuro che mi prenderete per il culo fino a quando Pasqua non cadrà di Lunedì.
Un'occasione irripetibile!

sabato, dicembre 23, 2006

La felicità non è felicità senza una capra che suona il violino


Ricordo molto bene quel giorno. Tu eri lì, seduta a quel grande tavolo di pietra. Io cominciai a parlarti come se ti conoscessi da sempre, tanto da sembrare sfacciato per la confidenza che mi prendevo. Tutto in te mi sembrava risplendere.
La mattina mi svegliavo solo per poterti rivedere, e quando ti sentivo strillare a squarciagola il mio nome da lontano, semplicemente perché volevi salutarmi, ero felice…non mi importava niente della figura di merda che facevo ogni volta perché tutti si giravano a guardarci. Quando più avanti mi chiedesti cosa di te mi avesse colpito a tal punto, a primo impatto, rimanesti molto meravigliata dalla risposta…In quel momento sono sicuro che almeno per un istante hai pensato che io fossi matto. Lo sono davvero. Ti risposi che mi aveva colpito il tuo sorridere mostrando i tuoi vampireschi canini appuntiti e la tua risata così particolare ma così cristallina…mi sembra ancora di sentirla.
“Ma sono due dei miei difetti più grandi!” mi dicesti tu in uno scoppio di risa…”e poi cos’altro?”
Mi colpì l’aria da sognatrice che avevi mentre mi raccontavi che al pomeriggio avevi l’abitudine di prendere un caffellatte solo per il gusto di inzupparci le gocciole…
Sono suonato lo so.
Poi ti guardai nei tuoi splendidi occhi azzurri, ti scostai con delicatezza i capelli dal viso e pensai che mai al mondo avevo visto ne desiderato niente di più bello. Mai prima di allora avevo desiderato di dare tutto me stesso a qualcun altro che ancora conoscevo così poco ma con cui già stavo così bene. Mai prima di allora mi ero reso conto di essere così incompleto da solo. Mai prima di allora avevo provato in maniera così netta quel senso confuso di paura ed eccitazione che ti accompagna quando vai incontro a qualcosa di ancora ignoto, con la voglia di scoprirlo giorno dopo giorno. Mai prima di allora la realtà era stata migliore dei miei sogni. Mai avevo notato i pappagalli verdi e gialli e quella capretta seduta lì, a suonare il violino…
Mai avrei pensato che sarei riuscito a rovinare tutto ancor prima che iniziasse.

If only I could turn back time, if only I had said what I still hide…

venerdì, dicembre 22, 2006

verso oriente



Basta post lamentosi come il precedente in cui mi lamento delle cose che non mi riescono. Che palle. Parliamo di qualcosa di interessante, parliamo di voi.
Ci sono persone che la notte poggiano la testa sul cuscino e subito si addormentano. Altre che si rigirano nel letto almeno per un oretta, a pensare e rimuginare a lungo. Scommetto che tutti voi che leggete, o quasi, appartenete al secondo gruppo.
Allora io vi chiedo con l'ennesimo plagio musicale: mio lettore, che guardi verso oriente e verso il mare, qual'è il nome che sussurri piano prima di dormire?
Vediamo chi ha il coraggio di rispondere...

p.s. Si GG, ho mangiato il frutto dell'ammore! ;)

lunedì, dicembre 18, 2006

L'uomo sogna di volare


Sembra che fin dai tempi più remoti l'uomo sogni di volare. Spiccare il balzo e immaginare per un volta di non cadere a piombo nel burrone. Lasciarsi andare. Provare quel senso di vertigine sul ciglio di un precipizio, una vertigine che non è paura di cadere, ma soltanto voglia di librarsi in volo. (citazione spudoratamente plagiata). Così uno ci prova, si mette lì sul ciglio come questo coglione nella foto (il coglione sono io in Turchia...). E succede che uno ha la sensazione che possa quasi funzionare davvero, e allora diamine, facciamolo questo passo, arriviamoci ad un passo dal possibile. (altro plagio)
Accidenti, funziona, solo a tratti, ma per qualche attimo funziona!
Ma poi, come Will il coyote, quando ti rendi conto che ti manca la terra sotto i piedi, non c'è niente da fare...rimani lì come un deficiente a tastare un appoggio che non c'è, poi cadi giù.
E allora dopo una culata pazzesca che ti ha fatto anche parecchio male, rimani li a chiederti cosa cazzo ti è passato per la mente! Sei un idiota? No dai, dillo, devi aver sbattuto la testa da piccolo e adesso hai qualche problema!
Cazzo è vero! Ho sbattuto la testa da piccolo...la cicatrice sulla nuca lo dimostra. Ho voluto saggiare la resistenza dello spigolo di un gradino di marmo da piccolo.
Adesso ne paghi le conseguenze imbecille!
Ma cavolo, come fate a biasimarmi, non vedete quanto è invitante il paesaggio? La tentazione viene, anche se uno sa che non dovrebbe, che ci sono mille motivi per i quali deve starsene buono e non deve nemmeno tentare. Lo so, è una sofferenza continua, senti quella morsa allo stomaco che ti lacera, ma questi sono problemi tuoi. Devi tenerli per te.
Ma io non ce la faccio...quel passo continuerò a volerlo fare.
Ma vedi te questo che stupido idiota deficiente e masochista! Ma come è possibile?
Guarda! Guarda là, sulla nuca! Cazzo che cicatrice!
Ora si spiega tutto...

domenica, dicembre 17, 2006

Sulla musica e sull'amore


Sono passati quasi 17 anni da quando è uscita questa canzone e mi sembra quasi impossibile. Ricordo ancora come fosse ieri mentre veniva cantata sul palco dell'Ariston. Eppure avevo solo 5 anni. Eppure avevo già capito. Capito che questa non è una canzone normale, banale solo per chi non ha saputo leggerci la sottile ironia che contiene. Un arrangiamento spettacolare, uno dei migliori che ho mai sentito.
Oggi sono capaci tutti di parlare d'amore, persino Celentano, anche se continua a negare. Questa canzone però lo fa in un modo diverso, più profondo. Stiamo guardando il nostro amore o il riflesso di esso? Lo stiamo vivendo o stiamo vivendo soltanto la sua ombra?
A costo di sembrare vecchio nel dirlo, dico che canzoni del genere in pochi ormai sono capaci di farle. Forse perché in pochi sono ancora capaci di amare.


Vattene Amore,
che siamo ancora in tempo.
Credi di no?
Spensierato, sei contento!
Vattene Amore,
che pace più non avrò, nè avrai.
Perderemo il sonno,
credi di no?
I treni e qualche ombrello,
pure il giornale leggeremo male,
Caro vedrai..
ci chiederemo come mai
il mondo.... sa tutto di noi...
Magari ti chiamerò:
"Trottolino Amoroso, Dudu dadadà"
Ed il tuo nome sarà il nome di ogni città.
Di un gattino annaffiato che miagolerà
il Tuo nome sarà su un cartellone che fà
della pubblicità.
Sulla strada per me,
ed io col naso in sù...
la testa ci sbatterò...
sempre là.. sempre Tu...
ancora un altro pò... E poi...
ancora non lo so.
Vattene Amore
Mio barbaro invasore
credi di no?
Sorridente truffatore,
vattene un pò,
che pace più non avrò, nè avrai.
Vattene, o saranno guai.
E piccoli incidenti, caro vedrai..
la stellare guerra che ne verrà..
il nostro Amore sarà lì,
tremante e brillante così..
Ancora ti chiamerò:
" Trottolino Amoroso, Dudù dadadà "
E il tuo nome sarà il freddo e l'oscurità.
Un gattone arruffato che mi graffierà..
il tuo Amore sarà un mese di siccità
e nel Cielo non c'è pioggia fresca per me,
ed io col naso in sù la testa ci perderò..
sempre là.. sempre tu..
ancora un altro pò.. e poi,
ancora non lo so.
Magari ti chiamerò:
" Trottolino Amoroso, Dudù dadadà "
e il Tuo nome sarà, il nome di ogni città.
Di un gattino annaffiato che miagolerà,
il Tuo nome sarà su un cartellone che fa
della pubblicità
sulla strada per me ed io col naso in sù..
la testa ci sbatterò..
sempre là.. sempre Tu...
ancora un altro pò. E poi....
ancora non lo so....

lunedì, dicembre 11, 2006

Cambiare



Metamorfosi, cambiamento, trasformazione…chiamatela come volete. A volte nella vita scegliamo di fare dei cambiamenti, ce li imponiamo quasi. Da domani devo essere un po’ più “così” e un po’ meno “cosà”. Qualcuno si illude persino che funzioni. Ma è un illusione. Nella nostra vita facciamo continuamente delle scelte, nello studio, sul lavoro, nelle amicizie, in amore… Queste scelte hanno delle ripercussioni su di noi, e questo è evidente. Ogni scelta è come un bivio che ci si pone innanzi e se non si vuole rimanere fermi, bisogna scegliere una delle due vie. C’è chi lo fa con la ragione, chi con l’istinto, chi con il cuore, chi affidandosi al caso. Molte volte presa una decisione è molto difficile tornare a quel bivio per prendere la direzione opposta, quasi mai è conveniente. Affrontare questi bivi uno dopo l’altro, ci ha resi ciò che siamo oggi, ci ha cambiati rispetto a ciò che eravamo prima, ci ha forgiati, plasmati nell’esperienza. Eppure, se uno ha l’umiltà di guardarsi indietro ed osservare meglio il cammino intrapreso, si accorgerà che non sono le strade che abbiamo scelto ad averci mutato. A cambiarci irrimediabilmente sono le cose a cui abbiamo rinunciato.

giovedì, dicembre 07, 2006

Soundbite Shouts




- Oggi mi sono svegliato con l’intenzione di scrivere un grande articolo. Allora ho preso un foglio e l’ho fatto, scrivendo questo a caratteri cubitali: IL
Un giorno lo pubblicherò, lo giuro. Magari con qualcosa a seguire…

- A tutte le persone che si perdono le lenti: basta lamentarsi! Continuate a perderle perché non seguite il mio consiglio! Se sono lenti, stringetele!

- Ho appreso poco fa che è stata trovata morta l’attrice Messicana Hayek. Sembra infatti che la Salma sia stata ritrovata nel suo appartamento distesa sul divano.

- In Norvegia è stato decretato che, essendo gli streaptease Arte, non si dovrà pagare più l’IVA sugli show. E poi qualcuno si lamenta che i trasporti Italiani fanno cagare! Ma se i Napoletani sono arrivati persino in Norvegia…

- Intervista ad uno spettatore uscito dal MotorShow: “Bellissime linee, grandi carrozzerie, e certi airbag davvero all’avanguardia!” – “quale auto le è piaciuta di più?” – “Auto? Quali auto?”

- E’ uscito il nuovo libro di Lucianetta Littizzetto, intitolato Rivirgination, ispirato dalla nuova operazione chirurgica di moda negli States che restituisce la verginità alle donne. Al riguardo la Littizzetto dichiara: “ Prendono ago e filo e ti mettono una bella toppa alla topa! Però non è che poi puoi dire al tuo lui ogni volta di fare piano che l’operazione ti è costata un sacco di soldi…dovrebbero perciò farla tipo a porta di Saloon che si apre e si richiude!”

- Montezemolo alza l’ennesima polemica: “Un Italiano su due è un fannullone!” dichiara ad un operoso giornalista, mentre lui accomodato sulla sua poltrona è intento a sorseggiare Chianti e degustare un cubano.

- Dopo le cinque giornate di squalifica inflittegli, Nedved dichiara: “è una vera ingiustizia. Non ho detto niente di offensivo a quel fottuto arbitro di merda!”

- Scontro tra due Bus a Napoli. Sembra che la causa probabile sia quella di un malore che ha colpito uno dei due autisti. Non ci sono vittime fortunatamente, ma “solo” 9 feriti. 10 contusi. Ma chi è sto Tusi?

- Ad un ricevimento mondano nella capitale britannica, Tony Blair ha così risposto a quanti gli hanno fatto notare che il suo vestito stava andando a fuoco: “Mi hanno detto che quest’anno lo smoking va di moda Fumo di Londra…”

- Sale la febbre del Derby nella capitale: più di 2000 tifosi di entrambe le squadre sono stati ricoverati in ospedale con temperature che sfioravano i 40 gradi.

- Totti nel frattempo dichiara che lui non ha pagato nessuno per non mostrare alcune sue foto compromettenti. Sembra infatti che abbia sì preso i negativi, ma che sia andato via senza pagare, facendo il Vento…

- Per oggi basta, perché (e lo dico mentre sfilo l’ultimo fazzoletto dalla bustina) ho finito il TEMPO…

giovedì, novembre 30, 2006

Sonja



Rinascerò donna e il mio nome sarà Sonja. Si pronuncia Songia. Rinascerò donna perché nella prossima vita voglio stare dall’altra parte, ed essere gay non mi basta. Voglio passare una vita intera a fare quello che le donne sanno fare meglio, quello per cui sono meglio predisposte. Non è quello che state pensando…Voglio passare una vita intera ad ingannare, a manipolare, a prendermi gioco degli uomini, a farli pendere dalle mie labbra (ora si che è quello che pensate…) a farli aspettare invano. Voglio che credano di vedere in me la creatura più bella che abbiano mai visto, una piccola ingenua e fragile bambolina da proteggere…ah ah illusi! Voglio pugnalare alle spalle, voglio farmi amare e poi tirarmela, voglio essere fredda ed indifferente quando più ci sarà bisogno di attenzioni. Voglio essere subdola e meschina. Voglio essere chiamata troia proprio perché non lo sono stata. Voglio tirarmela, sentirmela calda. Voglio sembrare accessibile e poi tirarmi indietro tutte le volte che ne avrò voglia. Voglio far credere alle persone di essere importanti per me e poi scaricarle quando non ne ho più bisogno, perché ho trovato di meglio o semplicemente perché mi sono stufata di loro. Voglio ferire, raggirare, circuire, con la mia mente diabolica. Voglio rendermi conto di fare del male a qualcuno dicendomi che non posso farci niente, perché io sono più importante e i miei interessi vengono prima persino della felicità di un amico.

Voglio smetterla di essere così ingenuo.

lunedì, novembre 27, 2006

Sul post precedente




La sensazione che ho provato malamente a descrivere nel post precedente, l’ho provata spesso e per lungo tempo. Qualcuno me lo diceva…se non affronti una cosa, prima o poi quella torna indietro come un boomerang. Così è stato, è tornata indietro sotto forma di sogno, uno di quei sogni subdoli che mentre lo stai ancora “vivendo” sei contentissimo, poi però quando ti svegli non ti viene mica molto da ridere. Lo so, ho sbagliato, non dovevo lasciare che la cosa finisse come è finita, piangendomi addosso e dando la colpa al Fato e ai maledetti eventi. La colpa è mia, non ho saputo dire quello che avrei dovuto. La cosa mi ha perseguitato, e nel sogno tornavo lì su quella spiaggia e scoprivo che nulla era cambiato. Vedevo ancora il suo volto. Proprio come dice la canzone, la state ascoltando? Vedo il suo volto, ma non perché io abbia ancora qualche desiderio su di lei. I desideri sono passati da un pezzo. Continuo a vedere quel volto perché rosico, rosico di come ogni volta non so cogliere le occasioni, di come le spreco, occasioni non comuni. Non capita molte volte di avere l’occasione di essere felice. E lo sarei stato, di questo sono sicuro. Rosico di come ho lasciato andare le cose, di non averle risolte, ma lasciate in sospeso. A volte lo negavo a me stesso. Ora so quello che devo dirle, so che devo chiudere la questione per poi finalmente continuare per la mia strada. Ora so, per usare un concetto che mi sta diventando sempre più caro, dov’è che devo distruggere per poi poter ricostruire (caro soprattutto da quando c’è un cowboy in sella ad una bomba che lo tramanda…fantastico..). A costo di fare una figura di merda colossale, una Jurata insomma, lo devo fare. Spero che mi aregga.
Grazie al blog, e a tutte le persone che mi leggono, perché senza questo blog certe riflessioni non le avrei nemmeno fatte ne esternate, nemmeno con me stesso.

Un post un po' Stupido - 2 and 2



Realtà o solo immaginazione…non so, ma lo stomaco fa male. L’adrenalina scende a fiumi. Una fuori serie parcheggiata, il freno a mano tirato, ancorata e incatenata al muro. Qualcuno ha la bella idea di schiacciare il pulsante del Nos. Cosa succede? Le ruote girano, vorrebbero tagliare il mondo in due. Ma non si può, bisogna stare calmi. La macchina rimane ferma. La catena non cede. Rimani ad ascoltare, ed ogni frase sembra una nuova accelerata da non poter sfogare. Il motore si surriscalda, quella frase non è per te. Il destinatario invece se ne accorge a malapena. Non apprezza. Troppo occupato da altro di immensamente meno importante. Ma l’occasione forse l’hai avuta, durata un battito di ciglia, sicuramente la hai sprecata. Ancorato non già da una catena, ma da qualcosa di decisamente meno difficile da spezzare, eppure così complicato da dipanare. La macchina si sente più ingolfata, in affanno dopo chilometri e chilometri percorsi a vuoto. Dopo anni spesi a sbagliare strada. Uno sguardo e un’altra bombola di protossido che parte, un pensiero e ancora azoto, ancora e ancora…Le gomme logore e fumanti.
Poi, in un istante la tensione della catena affievolisce, si fa meno dura, meno pressante. Quanto sono ingannevoli a volte le sensazioni. Oltre alla catena ora una ganascia attanaglia una delle ruote. Ancora Nos che ormai schizza via come da un’arteria mozzata. Il radiatore è in ebollizione, il motore perde giri. Perde sicurezza, perde vita.
Percorrere quella strada, davvero stupefacente e incantevole, è l’unico desiderio che preme dentro.
Le catene potrebbero spezzarsi, la ganascia è un ostacolo marginale dopo tutto. La strada rimane un divieto d’accesso. Puoi percorrere i primi 100 metri, poi devi fermarti o tornare indietro. La catena comunque non si spezza. Il vigile non chiuderà un occhio. La macchina rimane lì, ormai vuota. Finita la benzina. Vuoto. Vuoto. Il protossido invece sembra infinito, uno sfregio continuo a ricordare che non ci possiamo muovere.
Infine Bryan esce dalla macchina. Consapevole di due cose: deve smettere di farsi le canne, perché gli causano attacchi di panico con distorsione del reale, e deve comprarsi un’antifurto serio.

martedì, novembre 21, 2006

Non abbassare lo sguardo




" Apro i libri di diritto e di morale, ascolto filosofi e giureconsulti e tutto pieno dei loro insinuanti discorsi deploro le miserie della natura, ammiro la pace e la giustizia prodotte dallo stato civile, benedico la saggezza delle istituzioni pubbliche e, vedendomi cittadino, mi consolo di essere uomo. Bene istruito sui miei doveri e sulla mia felicità, chiudo il libro, esco di scuola e mi guardo intorno: vedo popoli disgraziati che gemono sotto un giogo di ferro, il genere umano schiacciato da un pugno di oppressori, una folla affamata, stremata dalla pena e dalla fame, di cui il ricco beve in pace il sangue e le lacrime, e dovunque il forte armato contro il debole del temibile potere delle leggi.
L'uomo è nato libero e dappertutto è in catene. "

Questo lo diceva Jean-Jeacques Rousseau circa 250 anni fa. L'uomo è nato libero ma ovunque è incatenato, oppresso dalle stesse leggi che ha creato. L'intero genere umano schiacciato da pochi oppressori che chiamano giustizia tutta l'acqua che scorre al proprio mulino. La società ci conduce all'autodistruzione e noi rimaniamo inermi.
Questa non è morale. Questa è ragione. La morale è comune. La ragione è del singolo.
Pensateci sopra. Con la vostra testa e basta.

sabato, novembre 18, 2006

Beyond the moonlight spark




Davvero stupendo.
Ma bisognerebbe avere il coraggio di guardare oltre la scintilla di un chiaro di luna.
Senza temere che quello che c'è oltre potrebbe essere peggiore.
Perché oltre, il piacere e il dolore hanno lo stesso sapore...

martedì, novembre 14, 2006

Menzogna



Analisi non molto approfondita delle tipologie di menzogna. Ci tengo a precisare che non sono ne uno psicologo ne un sociologo(ma anche da questi due punti di vista avrei molto da dire, solo che non sto facendo un trattato, soltanto un semplice post), quindi se pensate che io abbia scritto delle stupidaggini, lasciate pure un commento al post, io cercherò di ribattere alla vostra discutibile opinione…;)


Mentire agli altri

Perché mentire agli altri? Cosa ci spinge a mentire alle perone che ci stanno a fianco?
- Mentire per diffidenza. Non si vuole far sapere ad una persona come stanno realmente le cose perché non ci fidiamo. Così le raccontiamo una bella favoletta con la quale ce la togliamo dai piedi per un po’ almeno.
- Mentire per vergogna. Quando abbiamo combinato una bella cavolata e non ce la sentiamo di dirlo a tutti, o semplicemente di dirlo a qualcuno.
- Mentire per pudore. Un po’ diverso dal mentire per vergogna, si mente per pudore quando non ce la sentiamo di rivelare una cosa che vogliamo che rimanga solo nostra, o perché temiamo nel rivelarla, di essere presi in giro.
- Mentire per non avere grane. Quando dicendo le cose come stanno andremmo incontro a conseguenze spiacevoli per noi o per altri.
- Mentire per proteggere. Quando sappiamo che la verità farebbe male a qualcuno, allora cerchiamo di nascondergliela o quanto meno di indorargli la pillola.

Oltre a queste c’è un'altra tipologia che mi sfugge. Non capisco per quale motivo si possa mentire quando non sei tu ad aver chiesto certe cose, non sono nemmeno affari tuoi in fondo, ma è l’altra persona che vuole dirtele. Proprio questa caratteristica la differenzia da tutti gli altri tipi di menzogna. Questa è la tipologia che, quando la bugia viene a galla, ti fa rosicare di più, e ti sembra di averlo preso riccamente in quel posto, e cominci a farti molte domande…
Ma non riesco a capirne la motivazione di fondo. Chi mi illumina? (senza usare il fuoco ne la corrente se possibile…)


Mentire a se stessi

C’è un solo motivo per mentire a se stessi. Le cose non vanno bene. Si cerca un modo per farsi forza, un modo per andare avanti, mettendo un bel velo davanti a tutte quelle cose che non vogliamo vedere, o che non sopportiamo di vedere. Si crea un bella bugia dietro alla quale ci si può nascondere.
Ci convinciamo che quello che stiamo vivendo non è nient’altro che un brutto sogno. Ma prima o poi bisogna fare i conti con la realtà.
Non è bello scoprire all’improvviso di non essere addormentati.


Playground school bell rings again
Rain clouds come to play again
Has no one told you she’s not breathing?
Hello I’m your mind giving you someone to talk to
Hello

If I smile and don’t believe
Soon I know I’ll wake from this dream
Don’t try to fix me I’m not broken
Hello I’m the lie living for you so you can hide
Don’t cry

Suddenly I know I’m not sleeping
Hello I’m still here
All that’s left of yesterday.

giovedì, novembre 09, 2006

Specchio



Sono lo specchio delle tue paure
La lancetta che scorre veloce
Sono il sole quando hai caldo
E la neve nel freddo atroce

Sono il timore che si insinua
Dentro la cieca gelosia
Sono il velo che nasconde
La tua fragile bugia

Sono la realtà che non vorresti
Allontanata da sogni lisi
Sono quello che nascondi
Dietro i tuoi gracili sorrisi

Sono la pulce nell’orecchio
Quando vorresti stare bene
Sono il dubbio e l’incertezza
Che ti tengono in catene

Sono la spina della rosa
Che ti allieta col dolore
Sono l’incubo che al mattino
Ti risveglia dal tuo orrore

Sono ogni tasto dolente
Che vorresti non suonasse
Sono il ricordo fastidioso
Che speravi non tornasse

Sono il dito che si insinua
Nella ferita ancora aperta
Sono l’emozione che ti lacera
Nella strada ormai deserta

Sono soltanto uno specchio…
Rifletto quello che già c’è
Quello che vuoi nascondere
La paura che c’è in te

lunedì, ottobre 30, 2006

Baol



Il baol sente il pericolo.
Se in una stazione affollata ci sono due lunghe file alla biglietteria, in una c'è sicuramente un signore che litigherà col bigliettaio per venticinque minuti bloccando tutto.
Il baol sceglierà l'altra fila.
Se in un bisunto self-service ci sono due posti liberi, uno è sicuramente vicino ad un signore che è appena stato operato di intestino crasso e arde dal desiderio di raccontarvi tutti i particolari mentre mangiate.
Il baol sceglierà l'altro posto.
Se in un cinema ci sono due posti liberi, uno è sicuramente dietro una coppia di cui uno non capisce il film e l'altro glielo vuole spiegare ma capisce meno del primo.
Il baol sceglierà l'altro posto.
Se in un treno ci sono due posti liberi, uno è sicuramente vicino a un signore che è Testimone della Verità Cosmica, sta andando al raduno annuale e da due mesi non fa nemmeno un nuovo iscritto.
Il baol sceglierà l'altro posto.
Il baol presagisce il pesce surgelato, la pallottola vagante, lo stronzo litigioso, i terremoti, le inondazioni, le maratone cittadine, gli ingorghi autostradali, l'avvicinarsi delle comete, il vomito delle diatomee.
Ma non si può vivere solo di paura.
Perciò il baol affronta il pericolo con animo sereno. Poiché sa che oltre alle brutte sorprese esistono a volte le belle sorprese, e può succedere che ciò che sembrava funesto sarà invece propizio.
Questo è scritto nel settimo libro del Baolian, quello delle bugie.

domenica, ottobre 29, 2006

Advertising space



Questo post non ha molto senso. Magari invece ne ha molto. Vorrei che lo usaste per fare pubblicità, di qualsiasi tipo, al vostro blog, a voi stessi, per dire qualcosa a me o di me. Quello che volete insomma.

Ringrazio quanti vorranno collaborare.

giovedì, ottobre 26, 2006

Il Segno



A tutti gli ignoranti di Linguistica e Semiotica, farò molto grossolanamente questa piccola premessa sull’arbitrarietà del segno per poi arrivare al motivo principale che mi ha spinto a fare questo post.
Ogni segno è formato da un significante al quale viene associato un significato. Prendendo ad esempio la parola “cane” noi avremo bene in mente una immagine cosiddetta “acustica” a cui assoceremo l’animale migliore amico dell’uomo. Il perché a quell’animale sia stato dato il nome di cane è del tutto arbitrario, non esiste cioè nessuna relazione tra il significante e il significato.
Veniamo ora a noi…
Alla prima lezione, il professore di semiotica, tale Sedda, se ne esce senza motivo con questo aneddoto:
“No perché dovete sapere che la mia ragazza adesso è in Qatar…voi direte, che cavolo ci sta a fare in Qatar? Me lo chiedo anche io, ha detto che ha incontrato un emiro…chissà se torna…
Comunque, mi ha lasciato le sue piante da curare perché lei è un’appassionata. Ora, in un angolo del giardino vi erano coltivati degli strani funghetti, sennonché il suo gatto decise di mangiarli. Dopo averli mangiati, il gatto non era più lo stesso, barcollava come fosse ubriaco, una cosa stranissima. Allora ho collegato! Dovevano essere i funghetti allucinogeni di cui lei mi aveva parlato!”
Ed ecco come il geniale Sedda ha ritenuto utile oggi spiegarci l’arbitrarietà del segno…
“Allora ragazzi, immaginate che voi stiate giocando a scacchi. Non pensate alla finale Karpov contro Kasparov che voi fate cagare, non siete all’altezza. Immaginate che proprio sul più bello arrivi il vostro cuginetto e che si ingoi il cavallo. Voi ovviamente lo lasciate lì a morire perché avendo visto cappuccetto rosso venire fuori dalla pancia del lupo pensate che aprirgli la pancia sia l’unica soluzione per riavere il cavallo in tempi brevi. Questo perché dopo venti anni non avete ancora capito che quella era solo una favola…Invece niente, vostro cugino purtroppo non ne vuole sapere di morire e voi rimanete senza il cavallo. Allora come fate? Prendete un soldatino di piombo, quello che voi da piccoli avevate ingoiato…adesso non mi dilungo su come abbiate poi fatto ad espellerlo fuori…insomma prendete il soldatino, mi raccomando pulito, non usatelo ancora tutto incrostato, e lo mettete sulla scacchiera dichiarando al vostro amico che quello è il vostro cavallo. Lui ovviamente non avendo studiato Saussure vi dirà che non vale, perché il vostro “cavallo” ha il fucile e può sparare. Solo allora vi renderete conto che in realtà il vostro amico non ha capito un cazzo degli scacchi…”
Questo ovviamente era per dire che i segni vengono stabiliti per convenzione…


Morale della favola: il mio professore di Semiotica è un dio!

domenica, ottobre 22, 2006

Capire



Nicola Locri, per il suo ventiseiesimo compleanno, decise di andare a festeggiare con Anna in uno dei locali più “In” della città, una discoteca molto di moda, il Robin. Lui non amava molto le discoteche, ma da quando usciva con Anna, ormai due mesi, non facevano che frequentare posti simili. Lei era un’arredatrice di interni con la passione per la musica alta. Si erano conosciuti proprio in un locale di un amico di Nicola e avevano cominciato a frequentarsi. Nicola per lavoro aveva molte conoscenze nei vari locali della città e così poteva entrare quasi ovunque, senza problemi di liste o di selezioni all’ingresso, nemmeno nei locali più rigorosi. Ma per il suo compleanno era riuscito a fare l’impossibile, aveva trovato un aggancio per entrare al Robin, dove solo la crema della società cittadina poteva mettere piede. Un puro colpo di fortuna, aveva aiutato una ragazza a sostituire la ruota della sua auto. Lei si era rivelata una delle socie che gestiscono il Robin, così che lui molto sfacciatamente non poté fare a meno di chiederle di essere messo in lista proprio per la sera del suo compleanno.
- Che sorpresa farò ad Anna! – Pensava tra sé.
Fu proprio così, quando Anna vide dove Nicola la aveva portata rimase di stucco ed era al settimo cielo. Si avvicinarono all’ingresso, dove un omone vestito di tutto punto, con un auricolare all’orecchio e gli occhiali da sole nonostante la notte fonda, sbarrava la strada agli avventori del Robin. Con Anna sottobraccio, sfoggiò un sorriso da divo di Hollywood e pronunciò il suo cognome, seguito dal nome della speciale lista in cui era stato inserito.
- Mi dispiace signore, ma lei non è in lista. – disse l’omone
- No guardi, ci deve essere un errore…- provò a ribattere Nicola. Ma l’omone gli strozzo in gola il resto della frase, interrompendolo.
- Si certo, immagino…per favore si faccia da parte, sta ostacolando il passaggio. –
- Lei è molto maleducato, le assicuro che sono in lista. Sono ospite della signorina M. in persona.– L’omone ebbe un piccolo sussulto a sentire quel nome, così che si affrettò a verificare la veridicità di quanto Nicola aveva affermato, tramite il suo auricolare.
- La signorina M. dice di non sapere chi voi siate – disse l’omone con un ghigno sul volto – proprio come immaginavo. –
Nicola si accorse che Anna si stava agitando, sembrava molto contrariata della figura che stavano facendo davanti a tutti.
- Voglio parlare immediatamente con la signorina M.! Come vi permettete di trattarmi così! – disse lui cercando di darsi un tono, cosa che gli riuscì alquanto difficile visto che gli tremava la voce – Se non me la chiama immediatamente do in escandescenze qui davanti a tutti! –
Anna cercava invano di trattenerlo dicendogli di non fare pazzie e che la stava facendo vergognare come mai le era successo. L’omone però parve spaventato, sapeva che certe cose lì non dovevano succedere, ne andava del buon nome del locale. Così chiamò di nuovo la signorina M. per riferirle quanto stava accadendo. Dopo alcuni minuti lei apparve sulla soglia del locale, il volto tirato, molto infastidita dalla faccenda. Diede un’occhiataccia all’omone, come per dirgli che non la avrebbe passata liscia, poi si diresse verso Nicola.
- Ah, è lei! Si può sapere perché ci sta infastidendo in questo modo? – lo apostrofò
- Veramente non era mia intenzione, solo che per un errore il mio nome non è stato inserito nella lista e allora…- ancora una volta fu interrotto.
- Nessun errore mio caro signore! Lei pensava davvero che la avrei messa in lista? Questo non è un locale come gli altri, abbiamo una reputazione da mantenere. Pensava davvero che la avrei lasciata entrare? Come mio ospite per giunta! Lei non è nessuno, lei non conta nulla! –
Nicola era pietrificato, non sapeva come controbattere. La signorina M., si girò e andò via, col portamento di una vera diva e con un sorrisino stampato, come per dire “roba da matti!”.
Nicola guardò Anna negli occhi. Era visibilmente delusa e arrabbiata. Nessuno dei due aprì bocca. Si stavano allontanando quando Nicola si sentì chiamare. Era un suo vecchio amico che non vedeva da tempo e si avvicinò per salutarlo. Gli raccontò quanto era appena successo mentre lui lo guardava con incredulità. Poi gli presentò Anna.
- Questa è Anna, la mia ragazza – disse con tono fiero.
A quel punto successe ciò che Nicola non si sarebbe mai aspettato.
- La tua ragazza?! – strillò Anna – Chi ti ha messo questa strana idea in testa! Pensi davvero che io sia la tua ragazza? Pensi che dato che usciamo insieme da un paio di mesi, questo faccia di me la tua ragazza? Non ti sei chiesto come mai in due mesi che ci frequentiamo non abbiamo mai ancora fatto sesso? Tu non sei nessuno per me! Non conti nulla! Finché mi portavi in tutti i locali della città ci siamo divertiti insieme, ma ora non sei capace di fare più nemmeno quello! Sei solo un patetico e inutile omuncolo! –
Lo disse con un tono talmente amaro che Nicola poté sentire il disprezzo di quelle parole ferirlo come un coltello. Poi si girò, chiamò un taxi e andò via. Nicola si sentì svenire, ma tenne duro.
Tutte le persone in coda ormai guardavano verso di lui. L’omone sogghignava e scuoteva la testa, mentre faceva entrare elegantoni e tirone al Robin. Il suo amico si allontanò, facendo finta di non conoscerlo. In fondo nemmeno per lui Nicola contava un granché.
Nicola, con il passo tremante e una leggera nausea, si incamminò verso la sua automobile con la gente che ancora lo scherniva alle sue spalle.
Capiva che nella sua vita aveva sbagliato tutto. Aveva creduto scioccamente di essere importante, di contare qualcosa almeno per qualcuno. Ma gli era stato fatto capire bene adesso. Sapeva coscienziosamente ora di non contare nulla.

mercoledì, ottobre 18, 2006

Is it any wonder? - 2



La canzone dei Keane mi ha fatto ripensare ad un mio vecchio post, pubblicato sul mio vecchio blog, che ho deciso di riproporre qui per coloro che avevano avuto la fortuna di evitarlo e di non leggere le cazzate in esso contenute. Una volta scrivevo solo cose del genere...Non preoccupatevi, sto già provvedendo a fare qualcosa per la mia salute mentale!

Perché Meravigliarsi?

Perchè quando chiedete a qualcuno di abbassare la televisione, vi meravigliate se quest'ultima viene rimossa dal mobile e spostata per terra?


Perchè quando a tavola chiedete ad un amico di passarvi l'acqua, vi meravigliate se vi risponde che non ce n'è bisogno perchè dai test effettuati risulta microbiologicamente pura?


Perchè quando a lezione vi cade la penna e chiedete a qualcuno di allungarvela, vi meravigliate se, dopo faticosi tentativi, lui/lei vi risponde che più di così non si allunga?


Perchè quando chiedete il telefono ad una ragazza, vi meravigliate se vi risponde che se vi da il telefono poi non potete più contattarla perchè ha solo quello?

Perchè quando dite ad un vostro conoscente che la mattina fate jogging perchè è salutare, vi meravigliate se lui vi risponde che è più "salutare" alzare e agitare la mano?


Perchè quando andate in un paesino di montagna vi meravigliate se il sindaco vi caccia via perchè non siete abbastanza spiritosi per la sua ridente cittadina?


Perchè quando vi alzate la mattina presto vi meravigliate se, quando l'umidità sale in cattedra, la nebbia è in banchi? ( lo so, lo so...ma ormai è un classico!)


Perchè vi meravigliate se i Mass-Media, ottenuta la
Tele-Promozione agli esami, passano al Mass-Liceo?


Perchè vi meravigliate se, quando ad Isaac Newton cadde una mela in testa, lui si rese subito conto della gravità della situazione?


Perchè dopo aver consigliato al vostro amico stitico di prendere i confetti Falqui, vi meravigliate se lui inizia a fare lo stronzo?


Perchè quando ci provate con una ragazza e le dite che ha un profumo delicato, vi meravigliate se lei vi risponde:"Ma che cazzo stì a dì, mica è de Licato, è de Versace!" ?

Perchè vi meravigliate se il vostro vicino fissato con Internet, vi chiede aiuto a "downloadare" la spesa dalla macchina e "ripparla" nella dispensa?


Perchè quando vi fissate allo specchio, vi meravigliate se poi non riuscite più a muovervi?


Perchè quando andate in un bar negli Stati Uniti, vi meravigliate se il bar-man, che indossa maschera e mantello, spacca boccali di birra in testa ai cattivi?


Perchè vi meravigliate se un vostro amico insiste per darvi delle dritte per svoltare nella vita? *


Perchè vi meravigliate se il comandante dell'aereo in cui viaggiate, amante della pesca, si butta volontariamente in una turbo-lenza per pescare più rapidamente? **

Perché quando andate in Turchia vi meravigliate se vi rendete conto che le Turche sono tutte cessi?**

*Feat. in Iphiclides

**Feat. in Camaleone

martedì, ottobre 17, 2006

Is it any wonder?


...
Sometimes i get the feeling that I'm
stranded in the wrong time
where love is just a lyric in children's
rhyme, a soundbite

Is it any wonder that I'm tired?
Is it any wonder that i feel uptight?
Is it any wonder I don't know what's right?
Oh these days!
After all the misery made
is it any wonder that i feel afraid?
Is it any wonder that i feel betrayed?
...
Qualche volta ho la sensazione di essere
arenato nel tempo sbagliato
dove l'amore è solo una strofa in un
ritornello per bambini, un
frammento di suono
.
C'è da meravigliarsi che sono stanco?
C'è da meravigliarsi che mi sento teso?
C'è da meravigliarsi che non so cosa è giusto?
Oh in questi giorni!
Dopo tutta la sofferenza causata
c'è da meravigliarsi che ho paura?
C'è da meravigliarsi che mi sento tradito?

lunedì, ottobre 16, 2006

Anche per te

CI SARA'...E FORSE ESISTE GIA' AL DI LA' DELL'ORIZZONTE...
UN BEL VAFFANCULO ANCHE PER TE!!!
.
TENEMOSE ABBRACCIATI STRETTI STRETTI...CHE TANTO PRIMA O POI C'ANNAMO TUTTI...A QUEL PAESE, TUTTI...A QUEL PAESE LA'
.
VAFFANCULO

domenica, ottobre 15, 2006

Incubo



Quanto sono bastardi gli incubi? Un bel po'. Prendono la realtà, la torcono e la rigirano come un vortice e ti fanno credere che sia vero ciò che non lo è. Sono un po' come la gelosia, ti mettono un bel velo davanti agli occhi e tu puoi vedere le cose solo attraverso di esso, una realtà che risulta irrimediabilmente distorta. Sono le nostre paure che vengono a galla da un inconscio più o meno profondo, tutto quello che non vorremmo mai che avvenisse è lì davanti a noi, poveri stolti, impotenti di fronte ad un destino più grande che tesse i fili degli altri e dimentica di dipanare la nostra matassa. Fottutissimo destino. Fottutissimi incubi. Fottutissima gelosia.
Sono sveglio e il mio incubo è sempre davanti a me. Prima o poi so che si mischierà con la realtà, anche se non so in quale misura. Ma diverrà reale. Mi si parerà davanti reclamando tutto ciò che mi rimane, sapendo che non avrò il coraggio di reagire.
Ma poi rinsavisco un po' e continuo a sperare che tutto ciò sia solo dentro la mia mente. La realtà esce dal vortice e smette di girare. Trovo sempre un lato positivo in tutto...e quando e se succederà davvero, il coraggio di reagire lo troverò.

Mi faccio i film in testa come le donne...che cappa..


I'm coming out of my cage
And I've been doing just fine
Gotta gotta be down
Because i want it all
It started out with a kiss
How did it end up like this?
It was only a kiss, it was only a kiss
Now I'm falling asleep
And she's calling a cab
While he's having a smoke
And she's taking a drag
Now they're going to bed
And my stomach is sick
And it's all in my head
But she's touching his chest now
He takes off her dress now
Let me go
I just can't look
It's killing me
And taking control
Jealousy, turning saints into the sea
Swimming trough sick lullabies
Choking on your alibis
But it's just the price I pay
Destiny is calling me
Open up my eager eyes
'Cause I'm Mr. Brightside
X2 X2

I never...
.
Sto uscendo dalla mia gabbia
E sto facendo proprio bene
Devo essere giù
Perché voglio tutto ciò
E’ cominciato tutto con un bacio
Come ha fatto a finire così?
Era solo un bacio, era solo un bacio
Adesso mi sto addormentando
E lei sta chiamando un taxi
Mentre lui sta fumando una sigaretta
E lei sta facendo un tiro
Ora stanno andando a letto
E mi fa male lo stomaco
Ed è tutto nella mia testa
Ma lei sta toccando il suo petto adesso
Lui le sta togliendo i vestiti adesso
Lasciatemi andare
Non posso guardare
Mi sta uccidendo
E sta prendendo il controllo
Gelosia, rovesciando i santi dentro al mare
Nuotando attraverso malate ninnananne
Soffocando i tuoi alibi
Ma è soltanto il prezzo che pago
Il destino mi sta chiamando
Apro i miei occhi ardenti
Perché io sono Mr. Latopositivo
Io mai...

martedì, ottobre 10, 2006

Giustizia



Cosa vuol dire Giustizia? Chi è che decide cosa è giusto e cosa non lo è? Con quali diritti può fare delle affermazioni così rilevanti per tutta l’umanità?
La Giustizia è una valore molto soggettivo perché differisce a seconda di cosa ognuno di noi reputa giusto o meno. Non dovrebbe nemmeno essere definita nel vocabolario perché nessuno può permettersi di darne una definizione. Eppure centinaia di definizioni sono state date. Quella che secondo me ha un carattere più oggettivo delle altre è questa:
“La Giustizia non è che l’utile del più forte” – Trasimaco
Questa è una definizione che quanto meno spiega il fatto che un miliardo e duecento milioni persone nel mondo siano sotto la linea così detta “di povertà”, che divide le persone con un reddito inferiore a 400 dollari annui dagli altri 4 miliardi e ottocento milioni.
Pensate alla vostra vita con 400 dollari all’anno. Sono grosso modo 320-330 euro.
Sapete quante persone servirebbero per appianare questa differenza abissale? Un milione? Centomila? Diecimila? No…
Ne basterebbero tre. Il reddito delle tre persone più ricche del pianeta basterebbe a sollevare un miliardo e duecento milioni di persone al di sopra della soglia di povertà.
Ma qualcuno potrebbe obiettare che non sarebbe “giusto” privare tre persone del loro reddito “solo” per non far morire di fame un miliardo e duecento milioni di persone. Povero Bill…i suoi soldi lui se li è guadagnati. In questo mondo, non sarebbe “giusto” privarlo dei suoi averi…perché, scusate se lo ribadisco, la Giustizia non è che l’utile del più forte.
Cosa possiamo fare allora? Vediamo…una tassa! Si potrebbe mettere una tassa sul patrimonio, diciamo al 4%, e questo basterebbe a sollevare un miliardo e duecento milioni di persone al di sopra della soglia di povertà, a permettergli di vivere, non certo nel lusso, perché 400 dollari sono sempre pochi, ma almeno finalmente potrebbero vivere!
Ma quante persone dovrebbero essere tassate? Vediamo…magari una nazione non troppo grande potrebbe bastare, prendiamo l’Italia, siamo in 60 milioni no? Ma no, basterebbero molte meno persone…una regione? No, no…ancora troppo. Un città come Roma? Di meno… Un quartiere? Ancora meno. Basterebbero 228 persone. Una ridicola tassa al 4% sul patrimonio dei 228 più ricchi di questa merda di pianeta, una puntura di zanzara che nemmeno sentirebbero, basterebbe a sollevare dalla poverta, dalla fame e dalla morte, un miliardo e duecento milioni di persone (scusate se ribadisco ancora questo dato!).
Ma a noi non frega niente, non è un problema dell’Italia. I nostri parlamentari sono troppo impegnati a votare mozioni per auto aumentarsi lo stipendio di ben 1.135 euro al mese(arrivando ad uno stipendio base di 10.000 euro e uno medio di quasi 20.000!) e a spendere il tutto per strafarsi di cocaina e cannabis. Non hanno tempo per pensare a queste futili frivolezze.
Non lo avete ancora imparato? La Giustizia non è che l’utile del più forte!
Questo post è per chi ancora crede alla favoletta che sconfiggere la fame nel mondo sia soltanto un’utopia. Non lo è. Svegliati.

martedì, ottobre 03, 2006

Uomo/Donna



In una delle mie tante filosofiche elucubrazioni, mi stavo interrogando su quale fosse la vera differenza tra Uomo e Donna. Sono giunto alla conclusione che la mera ed evidente differenza fisica, non basta a definire in pieno la disuguaglianza del binomio Uomo/Donna ma che bisogna andare più in fondo nella ricerca, attraversare il campo semantico dei due termini che porta alla luce una molto più profonda disparità concettuale rispetto a quella fisica. Ancora grazie all’impareggiabile Iphiclides, sono giunto a queste differenze Uomo/Donna, analizzando professioni e tipologie di questi ultimi. Vediamo ad esempio che:

Un cortigiano è un uomo che vive a corte
Una cortigiana è una mignotta
Un massaggiatore è un Kinesiterapista
Una massaggiatrice è una mignotta
Un professionista è un uomo che conosce bene la sua professione
Una professionista è una mignotta
Un uomo di strada è un uomo duro
Una donna di strada è una mignotta
Un uomo senza morale è un politico
Una donna senza morale è una mignotta
Un uomo pubblico è un uomo famoso, in vista
Una donna pubblica è una mignotta
Un uomo facile è un uomo con il quale è facile vivere
Una donna facile è una mignotta
Un intrattenitore è un uomo socievole
Un’intrattenitrice è una mignotta
Un adescatore è un uomo che coglie al volo persone e situazioni
Un’adescatrice è una mignotta
Un uomo molto disponibile è un uomo gentile
Una donna molto disponibile è una mignotta

(le avete già lette lo so!)

...

Si potrebbe continuare ancora, ma il risultato sarebbe sempre lo stesso. Da questo studio direi che risulta abbastanza evidente che al di là della tipologia e della professione, la donna è una mignotta.
Per chi non è ancora convinto (o convinta), passiamo alle analogie con il regno animale:

Un cane è il migliore amico dell’uomo
Una cagna è una mignotta
Un cavallo è un mammifero equino erbivoro
Una cavalla è una mignotta
Un maiale è un mammifero domestico onnivoro
Una maiala è una mignotta
Un gatto è un mammifero felino
Una gatta è una mignotta

...

E così via. a questo punto mi sorge l'atroce dubbio che le due parole, Donna e Mignotta, siano in realtà sinonimi. Ma è realmente così? Per mia esperienza devo ahimé riconoscere che non è del tutto esatto, perché tipe che non la danno via come il verderame nei campi ne ho conosciute(circa 2!). Ma allora dov'è la verità? Ma soprattutto, perché se un uomo fa sesso quando gli pare è un dio, se lo fa la donna è una mignotta?

lunedì, ottobre 02, 2006

Corri!



Paura. Scontentezza, delusione, infelicità, disagio…Paura di invecchiare senza essere pronti, di non essere più all’altezza.
Paura di essere sopraffatti, paura della nuova generazione che avanza, paura di divenire inutili. Giovani messi contro vecchi che non ci stanno e reagiscono. E allora diventa un tutti contro tutti, importa solo la sopravvivenza. Amicizia, amore, fiducia nel prossimo vengono cancellati in un attimo da un odio che non credevamo di essere capaci di provare, un sentimento che alberga in noi anche se facciamo di tutto per reprimerlo. Non ci riconosciamo più, quello che abbiamo passato non conta, perso in un passato così lontano per avere ancora una minima rilevanza. Messi uno contro l’altro da un sistema che ci porta all’autodistruzione senza che ce ne rendiamo conto. Annientiamo noi stessi. Amore e odio. Odi et amo. Malinconia, vuoto, vendetta, dolore…al mondo c’è troppo dolore e i dottori non sanno che fare! Aiutatemi! Vi prego…ma non c’è più nessuno che ricorda che eri stato un suo amico…Amico, amico mio, ci piace la stessa ragazza, è la storia più vecchia del mondo ma sempre la più interessante, noi no, noi non ci perderemo, io mi fido, e poi lei vuole te io non sono nessuno, io muoio, contento che almeno a voi due importi qualcosa…a te amico mio, e a te che non avrò mai, morirò senza sapere che sapore hanno le tue labbra, tenendomi tutto dentro, come sempre, costretto a farlo quando invece vorrei solo togliermi questo peso. Apro gli occhi chiudo gli occhi è la mia unica reazione... Nuovi stimoli, ho bisogno di nuovi stimoli. Il mondo ne ha bisogno e non vuole ammetterlo. Io ho bisogno di te, qui al mio fianco.. un angelo…qui al mio fianco.. un diavolo…ma non voltarmi di nuovo le spalle, non un'altra volta. Vedo il mondo con altri colori ora ma ho ugualmente paura, il disagio non è mai passato ma nemmeno la voglia di andare avanti, con il tuo sostegno, facendoci forza l’una con l’altro. Se ce ne sarà bisogno ricominceremo andando sempre incontro al nostro destino, senza tirarci indietro. Corriamo.
Corriamo…
Non importa per quanto, ma corri per tutto ciò in cui credi.
CORRI!

sabato, settembre 30, 2006

Che Cappa!

Tutti i modi di dire di un geniale gruppo di persone che presto diveranno "detti" del mondo intero...

Ma che cappa! / Mi sono incappato: espressione che indica una situazione decisamente spiacevole, come ad esempio esami anticipati o comunque un evento che fa rosicare in modo fuori dal comune.

Che Scherzone!: Si riferisce ad una marachella idiota, tipo stappare una penna o si usa in riferimento a qualcuno che ti ha fatto incappare (m’hanno fatto lo scherzone).

Nun t’aregge…: Si usa quando si sta sfidando una persona a fare qualcosa che secondo voi non ha il coraggio di fare, non osa farla. Una sfida sul piano dell’onore molto sottile. Come i cervelli di chi la disputa…
Per ulteriori riferimenti e spiegazioni: kaiserlarry.spaces.live.com Quella maledetta frase

Carcola che
: Ovvero, in quello che stai per fare, hai fatto, stai facendo o farai…devi tenere presente questa cosa di vitale importanza che sto per dirti…
La maggior parte delle volte è una cosa del tutto ininfluente e spesso non è nemmeno una frase di senso compiuto. Ultimamente questa forma si sta articolando in Carca che.

Te lo appoggio: Sono in accordo con te, condivido in pieno quello che dici e mi batterò affinché si realizzi! Spesso viene travisato con: Te lo metto al culo.

Ma nuuun ce annà! Ma chiiiii te lo fa fa’! Ma laaaaassa perde!: Ripreso dal famoso tormentone di Gigi Proietti, viene usato quando non si vuole che una persona faccia qualcosa e la si invita in modo molto fine a cambiare idea.

Me sto a tajà: Usato per far capire alle persone che ti stai divertendo da morire e stai ridendo a crepapelle. Cosa c’entri il verbo tagliare non l’ho mai capito…

Tu mi dici quello che devo fare…e io la faccio!: Ripreso da Colorado Cafè…ovvero: devo fare questa cosa? No problema…

Questi sono i cazzi che dici te!: Questa è la tua deprecabile opinione di cui non mi frega un benemerito cazzo.

Ballan/ Belli: Varianti dell’ormai troppo sputtanato Bella. Usate dapprima solo dagli appassionati di ciclismo, si stanno pian piano diffondendo.

Massiccio!: Usato per definire cose, situazioni o eventi particolarmente gagliardi e tosti, degni di essere presi in considerazione.

Settordici e Millemila: Numeri immaginari partoriti da una mente insana. Usati spesso per esagerare. Es: “Stasera saremo in settordici..” “Seeee boum! Millemila!”.

E chi siamo noi, il Gruppo Degli Stronzi?!: Esternazione di frustrazione alquanto fine che si usa quando si riceve un trattamento non propriamente equo rispetto ad altre persone o gruppi.

Maschio!: Usato per richiamare l’attenzione di qualsiasi persona di sesso maschile, vero o presunto.
Molto più efficace se preceduto da un fischio, vedi Carlo Verdone in Manuale D’Amore…

Si me lo dicevi prima…oramai!: Ancora un tormentone di Gigi Proietti, stavolta più attuale. Usato quando non si ha voglia di fare una cosa e si apporta la scusa che ahimé è troppo tardi, principalmente per far incappare qualcuno.

E adesso sono uccelli per diabetici…: Ora sono cazzi amari…

Che vuoi aspetta’? Le Guardie?: Sbrigati a fare la cosa che stai facendo!

Se le cose le sai dille, se non le sai salle: Ovvero, se sai una cosa la devi dire, se non la sai, vattela a imparare!

Mi si è schiacciata la vena: Quando la vena che porta sangue al cervello si schiaccia e allora si agisce di impulso…spesso la vena si schiaccia in reazione ad un Nun t’aregge particolarmente ostico da portare a termine.

Ancora una volta, per questo post un ringraziamento speciale và ad Iphiclides!

giovedì, settembre 28, 2006

La Morte


La vita dunque è una malattia infettiva. Fatto sta che si trasmette per via sessuale e conduce inevitabilmente alla morte. Già, alla morte ineluttabile.

Chi infatti è colui così gagliardo e forte che possa vivere senza poi morire?
E da colei che è tutto, Madama Morte, l’anima sua possa far fuggire?
La Morte schifosa, la Morte lasciva! La Morte! La Morte! La Morte che arriva!
La Morte, la Morte, dolcissima e amara, la Morte che avanza nella notte chiara.
La Morte di pietra, la Morte di neve, la Morte che viene con passo lieve.
La Morte che dona, la Morte che prende, la Morte che ruba, la Morte che rende.
La Morte che passa, la Morte che sta, la Morte che viene, la Morte che và
La Morte che arriva con il suo dolore, e avvolge ogni cosa con il suo fulgore.
La Morte regina senza scettro e corona, la Morte, la Morte, la Morte in persona!
Verrà la Morte e i tuoi occhi avrà e la bellezza tua, vanità di vanità…
Verrà la Morte e porterà con sé, tutto il tuo impero, tutto insieme a te…
Verrà la Morte e taglierà il legame così sottile e forte, così bello e infame…
Verrà la Morte, sarà la tua coscienza, è stata tua compagna in tutta l’esistenza…
Verrà la Morte, e a te che non sei niente porgerà la mano, in mezzo all’altra gente…
…e tu sarai il primo, come vorrà la sorte, a danzare con lei la danza della Morte!
La Morte bizzarra, la Morte normale, la Morte che viene a lenire ogni male.

Prima o poi la morte arriva…come l’amore. Entrambi ti prendono e quando ti risvegli non ti trovi più nello stesso mondo. Fa paura, ma scappare equivarrebbe a non vivere. Spendere una vita a temere e rifuggire la morte, così come non avere il coraggio di amare, è come cogliere un Soffione e poi aver paura di soffiarci sopra, disperdendo i suoi semi…
Non vivere è il contrario di vivere. Morire è solo una conseguenza, un compromesso, tra l’altro più che accettabile direi. Assaporate gente! Assaporate più che potete…

mercoledì, settembre 27, 2006

La Vita


Non può piovere per sempre, diceva un tizio in un film. Un tizio che è morto girando quel film.
Anche suo padre aveva detto quella frase, prima di morire girando quello che sarebbe stato il suo ultimo film.
Un altro tizio lo ha detto, in un blog...ma è ancora vivo, chissà per quanto. E' vecchio ormai...
Anche io l'ho detto stasera. Mi è sfuggito.
Dimenticavo che il Manovratore ci ascolta sempre e che gode moltissimo a contraddirci, a sbatterci nella merda nel momento in cui ci sentiamo più forti, nel momento in cui abbiamo il coraggio di alzare la testa e di ridere delle nostre sventure.
Questo non vuol dire che morirò presto come Bruce o Brandon...anche perché io non ho legami di parentela con loro ne lavoro nel cinema. Certo, Bruce Lee è nato il 27 di Novembre, come me...
Coincidenza? Staremo a vedere.
Quello che mi chiedo è: cos'è che, nonostante tutte le sventure, le disgrazie, le sciagure, le calamità, le catastrofi e le autostrade anali, spinge le persone a rialzarsi, a sollevare di nuovo la testa per guardare al mondo con sorriso mordace?
Cos'è che ci fa alzare di nuovo al mattino proclamando persino che quella odierna possa essere una giornata di merda, ma con dentro la voglia di renderla migliore?
Cos'è che anche quando sentiamo il cuore gonfio di dolore ci fa ridere in faccia alle nefaste coincidenze e al beffardo destino? Una risata non certo stampata sul nostro volto...
Da dove viene questa voglia di rinascere ancora?.. e ancora e ancora e ancora!
Viene dall'amore? Dall'amicizia? Dalla fede?
No...niente di tutto ciò.
Dalla vita. Quando finalmente ne assaggi un po', non ti rassegni a non averne più. La vita è una droga è una malattia infettiva. Ed io voglio essere strafatto.
Finché vedi uno spiraglio non smetterai mai di rialzarti.
Quando non vedi più spiragli, cerchi l'unica cura a quella malattia...non capendo che stai cedendo alla tua cecità, perché un pertugio c'è sempre. Sempre.
Io ho undici decimi.
Non ce la fate a lasciarmi in ginocchio.

giovedì, settembre 21, 2006

Autunno Dolciastro

Mi ha sempre stupito come il passaggio tra l'estate e l'autunno porti sempre con se quel pesante fardello di malinconici stati d'animo che finisce sempre per posarsi sulle nostre spalle. D'Estate i problemi sembrano lontani. Dopo un anno passato a pensare, vuoi soltanto staccare il cervello e agire. Proprio come fa Totti: " Aho io ho staccato, voi che fate??".
Ma poi torna l'Autunno e bisogna ricominciare a "macinare". Torna l'Autunno e i nodi vengono al pettine, c'è sempre qualcuno che suona su quel tasto dolente. Eppure lo aspettiamo l'Autunno e con impazienza anche! Si torna alla realtà, con tutti i problemi e le difficoltà. A quella realtà che dopo tutto non è nemmeno malaccio! Si... perché si porta dietro uno strano sapore, un sapore dolciastro...


.


Lentamente tra una pagina e l'altra di un libro qualunque
ingannavo l'attesa già settembre poche voci distanti e
un autunno distratto al di là dei vetri
quasi speravo che non arrivassi più
quasi credevo che non mi mancassi eppure stavo aspettando
Distrarsi sembrava piuttosto facile
credevo di sopportare la tua indifferenza
cercando pretesti e rimedi inutili
eri tu quel tasto dolente eri tu, autunno dolciastro eri tu
Freddamente valutavo i miei limiti
i gesti avventati le frequenti rinunce
era tardi mi bruciavano gli occhi fissavo il soffitto
il mio letto disfatto
quasi speravo che non arrivassi più
quasi credevo che non mi mancassi eppure stavo aspettando
Distrarsi sembrava piuttosto facile
credevo di sopportare la tua indifferenza
cercando pretesti e rimedi inutili
credevo di sopportare la mia insofferenza
eri tu quel tasto dolente eri tu, autunno dolciastro eri tu
quel tasto dolente eri tu, autunno dolciastro
Autunno dolciastro, autunno dolciastro...

mercoledì, settembre 20, 2006

Blunotte



Di solito non parlo mai di queste cose, né di me stesso né del passato. Sono fatto così, abituato a tenermi tutto dentro, geloso delle mie emozioni o troppo imbarazzato per tirarle fuori. Ma a volte sento il bisogno di esprimermi e tirare fuori qualcosa per non scoppiare. Ecco il perché di questo blog. Il post è molto noioso vi avverto! Fate ancora in tempo a non leggerlo, non mi offendo, anzi...
Era l'estate del 98 quando L. ebbe la sua prima ragazza, C.
Fu una cosa inaspettata e come forse immaginerete fu C. a fare tutto quanto, perché L. non si decideva proprio! L. , C. , e un'amica di C. erano tutti e 3 in vacanza nello stesso condominio in riva al mare. Un giorno l'amica di C. dice a L. che deve parlargli, lo prende e lo porta in disparte, lo fa accomodare e ovviamente comincia a parlargli di C.
Chiede a L. cosa ne pensa di C. in generale, poi va molto più diretta al punto e gli chiede se gli piace.
L. deve ammettere che si, C. gli piace molto. Ma non fa in tempo a dire all'amica di C. di tenerselo per se che sopra di lui sente una risata entusiastica. Quel bischero di L. non si era reso conto che l'amica di C. lo aveva portato proprio sotto il suo balcone, e che C. era lì nascosta ad ascoltare...
L. rimase a bocca aperta per circa 5 ore di fila. Non aveva capito che se C. aveva fatto quella cosa era perché anche a lei piaceva L.
Ma lo capì presto...
Questo per dire che le cose una volta erano semplici. Quand'è che hanno smesso di esserlo? Quand'è che sono diventate così maledettamente complicate? Io capisco il corteggiamento, perché inseguire o essere inseguiti è anche piacevole. Ma ad un certo punto bisognerebbe anche avere il coraggio di dire le cose come stanno!
Crescendo le cose si complicano lo so, non crediate che io sia così ingenuo, ne so qualcosina.
Però mi sono stufato di essere escluso a priori per colpe non mie. Non è giusto. Non è giusto che davanti a me io veda sempre blunotte. Una possibilità deve essermi data, e se non mi viene data prima o poi troverò il coraggio di prendermela da solo.

martedì, settembre 19, 2006

Catene


La tecnologia ci ha resi schiavi. Ci ha messo in catene. Matrix non è nemmeno un film troppo fantascientifico se sappiamo guardare con gli occhi giusti. Matrix è una metafora. La fobia dell'uomo di diventare schiavo di ciò che lui stesso ha creato. E non bisogna guardare troppo in là con gli anni, perché ciò di cui parlo avviene anche adesso. Per alcuni è già troppo tardi. Per me è troppo tardi...povero me! Per voi invece? Anche per voi è troppo tardi se...


1. Per sbaglio inseritei la password nel microonde.

2. Sono anni che non giocate al solitario con carte vere.

3. Avete una lista di 15 numeri di telefono per contattare i vostri 5 familiari.

4. Mandate e-mail alla persona che lavora al tavolo accanto al vostro.

5. Il motivo per cui non vi tienete in contatto con i amici e familiari è che non hanno indirizzi e-mail.

6. Rimanete in macchina e col cellulare chiamate a casa per vedere se c'è qualcuno che vi aiuta a portare dentro la spesa..

7. Avete in casa più di 10 telecomandi tra televisori, decoder satellitari, decoder digitali terrestri, lettori DvD e impianti Hi-Fi

8. Uscire di casa senza cellulare, cosa che avete tranquillamente fatto per i primi 20, 30 (o 60) anni della vostra vita, ora vi crea il panico e vi fa tornare indietro per prenderlo.

10. Vi alzate al mattino a vi mettete al computer ancora prima di prendere il caffè.

11. Cominciate ad arrovellarvi il cervello alla ricerca di modi per sorridere. : ) :o) :->

12. L'interruzione della vostra linea Adsl per più di 2 ore vi causa agitazione, insonnia, brividi di freddo e altri sintomi da crisi d'astinenza, che sfogate sull'operatore del vostro gestore a suon di improperi

13. Mentre leggete tutto questo ridete e fate Sì con la testa.

14. Siete troppo occupati per accorgervi che su questa lista manca il punto 9.

15. E ora siete tornati indietro per vedere se davvero manca il punto 9..

E ORA STATE RIDENDO DA SOLI....

sabato, settembre 16, 2006

Iceberg


"Stasera voglio che tu mediti sull'immagine di un iceberg. E sai perché voglio che tu lo faccia?"
"Perché sono un frescone?"
"No...perchè come un iceberg la tua superficie è per il 90% invisibile sotto il pelo dell'acqua.."

Piccola citazione cinematografica tratta dal film "Hitch" che consiglio di vedere a chiunque voglia farsi 2 risate come si deve.
Questa cosa dell'iceberg è saputa e risaputa. Alquanto banale direbbe Jury. Eppure mi ha sempre affascinato moltissimo l'idea che la nostra personalità sia un po' come quell'enorme blocco di ghiaccio sommerso dal mare e che la nostra parte visibile a tutti non sia più di un misero 10%. E' un'immagine straordinaria, una metafora molto logora per quanto è stata usata, ma che non perde mai efficacia.
Tutti quanti noi abbiamo la pretesa di essere degli iceberg, teniamo la nostra parte più segreta in un prezioso nascondiglio e la riveliamo solo a chi riteniamo degno. Ma in questo modo rimaniamo freddi. Freddi dentro. A volte alcuni iceberg dovrebbero desiderare di cambiare. Cercare di diventare come l'acqua... Anche solo desiderarlo, basterebbe.

La Pioggia



Stamattina mentre andavo al lavoro, mi sono perso nei miei pensieri. Ho cominciato a farmi le mie solite seghe mentali, a preoccuparmi di cose che non mi riguardano da vicino. Almeno io credo che non mi riguardino, ma sono convinto che un giorno mi renderò conto che invece mi riguardano eccome.

Risvegliatomi da quella specie di trance causato da mille pensieri, mi accorgo di essere in macchina a guidare. Andavo a non più di 30 Km/h e dietro di me si era formata una fila considerevole. Qualcuno aveva già cominciato a suonare il clacson, non so da quanto tempo.

Succede sempre così. La temperatura cala di qualche grado, aumenta l'umidità, la pressione atmosferica si abbassa e comincia a piovere. Figa però quanto mi piace la pioggia...

Questo è il problema.

venerdì, settembre 15, 2006

Lontano



Era una mattina di un freddo Novembre quando N. si alzò dal letto e decise di dare un definitivo taglio al passato.
La sofferenza la consumava ormai da troppi mesi, non intendeva più andare avanti in quel modo. Aprì la finestra della sua camera da letto e una brezza di vento mattutino le accarezzò il viso. Il Sole era ancora pallido all'orizzonte e la città era coperta dalla solita nebbiolina più o meno fitta a seconda delle zone, mista all'inquinamento che deturpava il verde comunale.
Eppure a N. sembrava di non aver mai visto un paesaggio più bello.
Fu lì che si rese finalmente conto di osservare il mondo da un'altra prospettiva, non migliore ne peggiore. Semplicemente le appariva in maniera diversa.
Doveva recarsi al lavoro, ma decise di prendersi la giornata libera, raccontando una frottola al suo capo. Lui se la bevve.
Decise che avrebbe passato quel giorno facendo tutte quelle cose che adorava ma che ormai non faceva più, proprio a causa del lavoro, nel quale si era gettata a copifitto, e a causa del suo stato d'animo.
"N. devi risollevarti!" - le dicevano gli amici. Ma lei non badava alle loro parole, pensava che in fondo esagerassero. Quello che aveva passato non era da poco, ma era convinta di averlo superato. Non era così, e il fatto di non accettare la cosa la aveva fatta peggiorare sempre di più, finché un giorno la depressione e lo sfinimento nervoso le sembravano troppo pesanti, troppo opprimenti per continuare a vivere...
Ma quei giorni erano passati adesso e sembravo così lontani, solo un spiacevole ricordo, da tenere come insegnamento per il futuro.
Cosa piombò nella sua vita per far avvenire un cambiamento così repentino?
Aveva conosciuto una nuova persona,P. , ma non le piaceva in quel senso...almeno lei credeva di no.
Questa persona le aveva sconvolto la vita con una frase.
"E allora?" - rispose P. a N. quando lei decise di confidargli quello che le era successo. Il modo in cui P. disse quella frase, N. non lo avrebbe più scordato. Le sembrava che quello che le era capitato fosse un'incredibile sciagura.P. fu il primo che non la compatì, e che invece la prese quasi in giro. Dapprima lei si offese, ma poi capì cosa realmente P. intendesse fare pronunciando quella frase.
Cominciò anche lei a convincersi che quello che le era capitato non fosse poi così tragico, e di colpo un sorriso tornò ad illuminarle il viso.
Per lei iniziava un nuovo giorno.

giovedì, settembre 14, 2006

Un esecrabile errore


Chi entrando nel mio nuovo blog, trovandoci un velo di tristezza e un atmosfera cupa, ha pensato che fosse un blog triste, si rilegga attentamente il titolo del post. (buon vecchio Leo..)
Chi non sa cosa voglia dire esecrabile, è pregato di chiudere immediatamente questa pagina.
The sound of silence vuol dire solo che tutto quello che scrivo, l'ho appreso dal silenzio.
Sono una persona che parla col silenzio...che ascolta il soffio del vento. Uno sciroccato in pratica.
Ma questo era noto a tutti, più o meno come il fatto che quando il crupiér dorme, la roulette russa, o che l'atto di assentire per 365 giorni di seguito si definisce "annuire". Quello che forse non sapevate, come dice il mio amico Mirke, è che la maggiorparte delle stelle non fanno parte del sistema solare...cosa però abbastanza facile da intuire visto che tutti conosciamo le Sole che vi appartengono!
Ma non vorrei mandarvi in confusione come tutta quella gente che crede che l'Ateismo sia il non credere in nessun Twinings o che la 24 ore di Le Mans sia una valigetta di produzione francese. Perciò qui vi saluto.
Se questo post non vi ha fatto divertire, pazienza...mi consolerò con i miei lettori cinesi. Loro si che hanno tanto riso...

mercoledì, settembre 13, 2006

Hello Darkness My Old Friend


Ciao oscurita, mia vecchia amica. Ho ripreso a parlarti ancora perché una visione che dolcemente mi fa rabbrividire, ha lasciato in me i suoi semi mentre dormivo, e la visione che è stata piantata nella mia mente, persiste ancora, nel suono del Silenzio.
Già. Perché il Silenzio è più eloquente di mille parole. Ma bisogna saper ascoltare. Non sentire, badate bene. Ascoltare. Una sottile differenza semantica che si tramuta in una enorme differenza di significato.
Mille parole, e mille ancora possono essere sprecate quando un solo momento di Silenzio riassume sempre tutto quello che abbiamo da dire.
Perché il Silenzio non è vuoto! Oh no...che sciocchezza, che assurda pretesa. Non è solamente un istante in cui nessun suono viene percepito. Il Silenzio ha un suono, un suono tutto suo, che non tutti sono in grado di percepire. Ma se sai ascoltarlo, se solo riesci a capirlo, ad interpretarlo...
Il Silenzio è paura. Il Silenzio è dolore. Il Silenzio è gioia, commozione, felicità. Il Silenzio è un fidato amico dell'oscurità.
Nel Silenzio si nascondono tante cose, insidiose a volte, nemmeno Pandora con il suo vaso può competere. Si nascondono parole non dette...
Il Silenzio è buono. Il Silenzio è cattivo. Ma non è mai semplicemente imbarazzo.
A volte dura un attimo, ma è sufficiente a sconvolgere una vita.

Ogni tanto fermatevi... e ascoltate.